Serchio, per la prima volta dopo anni si rimuove il materiale dall’alveo: per un tratto di un chilometro, fino alla prossimità della Città, scompaiono le “isolette” in mezzo al fiume

Un intervento simile, lungo Serchio, non si vedeva da decenni: il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord ha infatti completato lo scavo e la ricalibratura di un ampio tratto del fiume rimuovendo il materiale d’accumulo, che è stato posto a margine dell’argine, andando a consolidare le sponde.

Il tratto interessato, di circa un chilometro, è quello che dal Ponte Carlo Alberto Dalla Chiesa scorre fino in prossimità della Città: con la riprofilatura dell’alveo, il Consorzio ha così provveduto, in questo tratto, a rimuovere le “isolette” che spesso si formano nel cuore del corso d’acqua, cambiando letteralmente il volto all’alveo e provocando un aumento a vista d’occhio della velocità dell’acqua. L’Ente consortile evidenzia come il materiale di accumulo non sia stato rimosso, ma solamente riprofilato lungo le sponde: questo anche a tutela della flora e della fauna, che lungo il fiume vive e si riproduce.

“Sul Serchio, abbiamo avviato un percorso di ricentramento dell’alveo, da anni e anni richiesto dai cittadini e dai comitati – sottolinea il presidente del Consorzio, Ismaele Ridolfi – Quest’anno, grazie al finanziamento ottenuto dalla Regione, abbiamo iniziato la ricalibratura dell’ampio tratto che dalle porte della Città arriva, verso monte, arriva a San Quirico di Moriano. Nei prossimi anni, contiamo di proseguire, in quest’opera, andando ad operare in maniera simile anche nei tratti più a monte e più a valle. Il nostro impegno, infatti, è quello di chiedere alla Regione le risorse necessarie, per proseguire sulla strada finalmente intrapresa”.

Oltre allo scavo, il Consorzio ha completato in questi giorni anche il taglio delle piante nel tratto a cavallo del Ponte Carlo Alberto Dalla Chiesa. Complessivamente, grazie al finanziamento regionale, l’Ente consortile ha investito quest’anno sul Serchio ben 620mila euro: ciò ha permesso che gli argini venissero puliti e controllati per due volte (la prima a giugno, la seconda ad inizio autunno); che l’alveo venisse manutenuto nell’intero tratto, che dalla località Rivangaio, a Borgo a Mozzano, arriva fino alla foce di Marina di Vecchiano.

Nelle prossime settimane, vedranno la luce i cantieri finali: tra quelli previsti, anche il taglio delle piante all’altezza di Monte San Quirico.

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