Serchio & Garfagnana: la Toscana che non t’aspetti di Giuseppe Ortolano

 Nel nord della regione Toscana un’area poco conosciuta, a tratti selvaggia. Tra una natura spettacolare, che culmina nel Ciocco, chiese romaniche e fortezze seicentesche. Fino alla chicca del teatro più piccolo del mond0

– L’altro volto della Toscana. La Valle del Serchio, nel cuore della provincia di Lucca, è una delle zone meno conosciute e frequentate della regione.  Ancora  in gran parte incontaminata, comprende anche la selvaggia Garfagnana e prende il nome dal fiume Serchio che l’attraversa per tutta la sua lunghezza, alimentato da decine di torrenti che creano profonde gole, grotte e spettacolari fenomeni carsici.  I due centri abitati più importanti della Valle sono Castelnuovo Garfagnana e Barga.

– Castelnuovo si trova alla confluenza del fiume Serchio con la Turrite Secca,  torrente del versante apuano caratterizzato da  fenomeni di carsismo, ed è dominato da un’imponente rocca, in gran parte rimaneggiata nel Seicento. Tra gli altri monumenti da visitare  il duomo che custodisce  la “pala di San Giuseppe”, splendida terracotta robbiana;  la  cinquecentesca Fortezza di Mont’Alfonso, sul colle che sovrasta l’abitato, e il Convento di San Giuseppe, iniziato nel 1632 per volontà di padre Giambattista D’Este, al quale si dice  Alessandro Manzoni si ispirò per il personaggio di padre Cristoforo. A una ventina di chilometri da Castelnuovo si trova Barga, con il suo centro storico, che ha mantenuto l’antico impianto dell’età comunale. Tra i numerosi edifici rinascimentali spiccano il maestoso Palazzo Balduini; la Loggia dei Mercanti che ospitava il mercato del sale e della seta; Palazzo Pancrazi, oggi sede del comune; il Teatro dei Differenti, costruito nel 1795 e i bei palazzi nobiliari settecenteschi di Via di Mezzo, come quelli dei Bertacchi, dei conti Pieracchi e dei Mordini. Nella parte alta del borgo si incontra il duomo romanico, dal quale si gode un bel panorama sui tetti di Barga e sulle colline circostanti. Il 20 marzo, Domenica delle Palme, Barga ospita gli Antichi Giochi Pasquali, rivisitazione storica di  giochi di una volta, tra i quali il rotolino, la corsa nei sacchi e la corsa con le carrette. Nella vicina Castelvecchio Pascoli si visita la casa dove Giovanni Pascoli visse dal 1895 al 1912 e dove scrisse alcune delle sue più apprezzate raccolte poetiche. Attraversando il Serchio si giunge quindi nel territorio del comune di Vergemoli, dove si incontrano la selvaggia Grotta del Vento, visitabile percorrendo tre diversi itinerari, e il bianco Eremo di Calomini,  scavato quasi interamente nella roccia, a ridosso di uno strapiombo.  Ritornando sul fiume che da il nome alla valle si giunge a Ghivizzano, uno dei borghi lucchesi che nel corso dei secoli è riuscito a mantenere inalterata la sua struttura medievale e le sue tradizioni. Qui si ammira il trecentesco Castello Castruccio Castracani, le cui origini pare risalgano a prima dell’anno Mille. Proseguendo in direzione di Lucca si arriva a Colognora, antico borgo medievale circondato da boschi di castagno. Un vecchio palazzo ospita il Museo del Castagno con oggetti, attrezzi e immagini che illustrano il ciclo della lavorazione di quest’albero dal quale, oltre al frutto, si ottenevano anche legna e il tannino, utilizzato per la lavorazione delle pelli. Nel cortile sono stati ricostruiti un metato, piccola struttura per l’essiccazione della castagna, una carbonaia e una capanna di paglia. Nel vicino paese di Fabbriche di Vallico, in Val di Turrite, è stato recentemente recuperato un mulino del 1721, che oggi macina castagne biologiche.  Nella vicina località di Carraia merita una visita  il minuscolo Teatrino  di Vetriano. Costruito nel 1890 ha una superficie di soli 71 metri quadrati e  nel 1997 è entrato a far parte del Guinness dei Primati come il più piccolo teatro storico del mondo. Per andare alla scoperta della Valle del Serchio e delle montagne che la circondano si può partire dal grande parco naturale che circonda il Ciocco,  tenuta che prende il nome da una poesia di Giovanni Pascoli. Qui si può alloggiare e organizzare escursioni a piedi o in bicicletta lungo i numerosi sentieri portano agli alpeggi (alcuni anche a oltre 1000 metri d’altezza), ai metati (piccole costruzioni adibite all’essiccazione delle castagne), oasi naturalistiche e a caratteristici borghi di pietra.

– (Nota dell’amministratore del sito dell’Unione) A questo punto riteniamo di integrare questo articolo con alcuni cenni a Coreglia Antelminelli: antichissimo castello e sentinella avanzata della repubblica lucchese. Un piccolo borgo medioevale tutto da scoprire: è un bel paese arroccato a 595 metri sul livello del mare, con alle spalle l’arco degli appennini. I primi documenti sull’origine di Coreglia appartengono alla storia della Chiesa e risalgono al decimo secolo. Fin dall’inizio la storia di questa comunità è legata alle sorti di Lucca. Considerata, in epoca medioevale, punto strategico, nonostante fosse munita di notevoli fortificazioni, fu soggetta ad un lungo assedio, ad una feroce lotta tra Guelfi e l’esercito di Castruccio Castracani che evidenziò il genio e le doti militari di quest’ultimo. Unendo le sue qualità di condottiero a quelle di stratega, Castruccio costrinse i Guelfi alla resa, circondando il Castello con un esercito di mille fanti e quattrocento cavalieri, fatti venire appositamente da Lucca. Mostrò poi comprensione ed umanità nei confronti dei vinti non infierendo su di loro e permettendo al capitano di ritornare illeso nel suo territorio.  La principale struttura culturale del Comune di Coreglia è rappresentata dal Museo della Figurina di gesso e dell’emigrazione. I principali monumenti di Coreglia sono: la Chiesa di San Martino, costruita nel nono sec. All’interno della Chiesa ricordiamo come opere di notevole pregio, Madonna Assunta tra gli Angeli eseguito nella seconda metà del Cinquecento; Dodici Apostoli tra due Santi , affresco del cinquecento; Madonna del Rosario dipinto da Pietro Sorri nel 1598 e altre opere ancora; La Rocca di Coreglia. La supposizione che questo poderoso edificio militare risalga all’epoca del primo romanico nasce, oltre che dagli scarsi motivi di stile identificabili nei ruderi alla luce, da considerazioni di storia locale. Molti altri sono i monumenti di interesse, ma per motivi di spazio vi indichiamo un link di approfondimento: http://www.turismo.intoscana.it/site/it/localita/Coreglia-Antelminelli/?d=1

 

Share