La Società di Pubblica Assistenza O.N.L.U.S. di Azzano ricorda Vando D’Angiolo nel trigesimo della sua scomparsa.

La nostra Pubblica Assistenza vuol ricordare e celebrare Vando D’Angiolo dopo un mese dalla sua scomparsa non solo come imprenditore dalle straordinarie doti nel settore lapideo, mecenate di artisti internazionali, sostenitore di attività istituzionali e private come ampiamente pubblicato in questa triste occasione ma anche come uomo dalla personalità illuminata e precursore insieme ad altri di quella che sarà la moderna organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale con particolare riferimento al coinvolgimento del Volontariato nella Riforma Sanitaria del 1991.  Vando D’Angiolo da sempre iscritto nel registro Soci della nostra Pubblica Assistenza, spesso in qualità di Presidente, fa parte dal 1978 al 1985 del Consiglio della Federazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze ricoprendo diversi incarichi fra questi anche quello di Tesoriere Nazionale. In questi anni, Vando D’Angiolo ed altri, sotto la Presidenza di Patrizio Petrucci, si fa promotore di quella che sarà la Riforma Sanitaria aperta al Volontariato. Il volontariato laico inizia quindi uno sviluppo organizzato ed istituzionalizzato arrivando a far parte integrante della Riforma Sanitaria senza non poche difficoltà organizzative e persino di carattere sindacalesuperate grazie alla volontà dei due maggiori partiti politici dell’epoca D.C. e P.C.I.L’articolo 45 di questa riforma introduceva un concetto che prima non c’era, ovvero che i cittadini potessero fare volontariato intervenendo insieme agli organismi dello Stato, che non era affatto scontato. Fu un’apertura promossa da quel Consiglio Nazionale che permise al mondo del volontariato di occupare spazi in maniera progressiva, dal settore sanitario a tutte le varie forme di aggregazione e di partecipazione. Questo articolo 45 fu duro a digerire in quanto si sosteneva da diverse posizioni politiche che “il volontariato ruba il posto agli infermieri”. Sotto questo Consiglio Direttivo prende vita il progetto dell’ambulanza con il medico a bordo e dell’elisoccorso con le prime sperimentazioni promosse dalla Croce Verde di Viareggio presso l’ex mercato del pesce. Due novità queste che ribaltarono le dinamiche classiche del servizio: non è più l’infortunato che viene portato in ospedale ma è come se l’ospedale si recasse dall’infortunato nel modo più veloce possibile. In quegli anni quel Consiglio Direttivo getta pure le basi del Sistema Nazionale di Protezione Civile. E’ al Congresso Nazionale di Sarzana nel 1978 che il processo di rinnovamento promosso dai Nostri raggiunge il suo culmine. Ne esce una Federazione Nazionale profondamente rinnovata sia nell’ immagine che nelle proposte. Negli anni a seguire si moltiplicano e si intensificano le attività e le iniziative dell’organizzazione, sia nel suo insieme che nel particolare delle singole associazioni, (agli inizi degli anni 80 viene ristrutturata e rilanciata anche per volontà di Vando D’Angiolo la Pubblica Assistenza di Azzano dotandola di nuove attrezzature). Grazie a quel Consiglio Direttivo Nazionale la Federazione si pone come autorevole interlocutore nel mondo del volontariato e dell’associazionismo e nei confronti delle forze politiche e sociali. Al congresso Nazionale di Milano del 1981 ricordiamo Vando D’Angiolo al tavolo della presidenza insieme al ministro della Sanità Onorevole Aldo Aniasi.

Un’ ulteriore e decisiva svolta la impone questo Consiglio Direttivo nel 1987 al Congresso Nazionale di Lerici: viene elaborato un nuovo statuto chemodifica la denominazione stessa della Federazione. Nasce così l’ A.N.P.AS., Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze. 

 Il cambiamento, oltre che d’immagine, è l’espressione di un’evoluzione che mira al rafforzamento di una concezione unitaria di un grande movimento di volontariato e di solidarietà a cui aderiranno oltre un milione di persone.

Tale rinnovamento fu accompagnato da una straordinaria crescita e maturazione associativa, che porterà l’A.N.P.AS. alla sua attuale estensione di oltre 850 associate e ad un impegno diretto nell’ambito della solidarietà internazionale, del servizio civile e della protezione civile.

(Documentazione tratta e dagli archivi storici A.N.P.AS.)

Con questo ricordo vogliamo consacrare a perenne memoria un paesano, un Socio della nostra Pubblica Assistenza che mai ha rinnegato le sue umili radici e si è distinto per meriti pure nel servizio di volontariato.

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