“Come nella migliore tradizione italiana, quando una coppia si separa, è sempre la donna che decide, e sempre lei che viene additata per chissá quale colpa. Ma al di là dei pettegolezzi, chi è soggetto pensante sa bene che questa è solo l’interpretazione più superficiale e stereotipata della realtà. La realtà è che le donne, quando le cose non vanno, tengono duro, all’inizio in silenzio poi parlando e portando alla luce le criticità e, se non succede ancora niente, si chiudono in un silenzio di rassegnazione.

L’inevitabile succede perché le donne hanno coraggio, ad un certo punto hanno la forza e l’onestà delle proprie idee e, dopo aver subito un estenuante mobbing, un costante lavoro ai fianchi, sono loro a prendere le decisioni lasciando agli altri ogni ipocrisia.

Con questo intervento, comunico al consiglio la mia volontà e scelta di lasciare le fila di Patto Civico. Le ragioni sono legate allo smarrimento provato troppo a lungo. Uno smarrimento causato dall’essermi resa conto che la politica, o per meglio dire la politica che ho vissuto sulla mia pelle, non è, in realtà, ciò che credevo.

Non è squadra, non è gruppo, ma si riduce ad un ‘tutti contro tutti, oppure insieme contro qualcuno, ma quasi mai ‘insieme per ..’

Quel senso di fare gruppo che ho fatto mio, e  che ha attraversato la mia storia personale e professionale e che con molto entusiasmo avrei voluto trasferire anche all’esperienza politica, purtroppo è naufragato, si è accasciato come un pugile costretto all’angolo e mai da uno scontro a viso aperto, sebbene cercato più volte. Questo mi ha portata, oggi, a segnare una marcata linea di confine tra quello che avrei voluto e quello che, invece, è ed è stato mio malgrado.

Lascio Patto Civico dopo l’ennesima mancanza di rispetto, l’ultima!

Quando si esce sulla stampa o si parla pubblicamente a nome di un gruppo politico, visto che mi ricomprende vorrei saperlo. Vorrei risposte alle domande, vorrei le smentite. Sono un consigliere che ha collaborato con persone che non si sono dimostrate trasparenti, che hanno cercato di filtrare la comunicazione, in entrata e in uscita, lasciandomi all’oscuro su molte questioni quando in un gruppo, invece, si dovrebbe lavorare all’unisono. Se si è parte di una squadra non ci si dovrebbe mai sentire soli e i compagni si incoraggiano, si sostengono, si difendono. Se così non è, il gruppo non esiste.

Non punterò il dito su qualcuno in particolare, perchè per me non si tratta di una questione personale ma del tradimento di un progetto, un progetto che avevano sposato con entusiasmo, e forse troppa ingenuità, nel 2016 e appartenente a persone che avrebbero dovuto lavorare per costruire e non per andare contro qualcosa o qualcuno, a prescindere dal merito o dai contenuti. Ad oggi, credo che davvero questo tipo di impostazione, nonché la mancanza di correttezza spesso tradotta in una parziale, addomesticata o nascosta comunicazione, non mi corrispondano più.

Da quando ho intrapreso questa avventura amministrativa mi sono trovata spesso a rimodulare le mie convinzioni, come il senso della parola “confronto”, per non parlare del significato di “coerenza”. Credo che per alcuni confrontarsi significhi dire la propria, ascoltare gli altri per poi tirare dritto, lasciando scorrere le altrui parole come prive del benché minimo contenuto, nessuna reazione, né bene né male. Incomprensibile per chi, come me, ha sempre creduto che fosse occasione di arricchimento del dialogo, spunto che induce a porsi delle domande facendo passi avanti insieme, imparando gli uni dagli altri.

Sulle ragioni di questa scelta, sottolineo nuovamente che non si tratta di questioni personali, anche se non nego che, forse, mi sarei aspettata qualcosa di diverso piuttosto che una visione disallineata che rende impossibile la mia permanenza.

Chiaramente non mi dimetterò dal Consiglio, mi manterrò nelle file dell’opposizione nel pieno rispetto delle mie personali 403 preferenze. Lo farò per responsabilità verso i cittadini che hanno scritto il mio nome sulla scheda elettorale, ed anche per coloro che non lo hanno fatto, con spirito di servizio e nessun altro fine oltre a questo. Intendo, infatti, portare a termine il mio mandato con lo scopo di continuare ad essere, così come sono stata in questi anni, propositiva o critica al bisogno, esercitando il ruolo istituzionale di consigliere di opposizione secondo la mia misura, in modo concreto e circostanziato, senza troppi clamori e sicuramente senza preconcetti o faziosità.

Credo che, ad oggi, i nostri cittadini abbiano bisogno soprattutto di questo, cominciare a percorrere una via di cambiamento, che porti con sé nuove opportunità, e non potrei certo condividere una strada diretta semplicemente “ contro” qualcosa o “per dispetto” a qualcuno. I cittadini di Seravezza meritano qualcosa in più”.

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