SEGNALI DI RIPRESA CHE FANNO BEN SPERARE PER ALTOPASCIO

Così il sindaco Sara D’Ambrosio sui nuovi investimenti che riguardano la cittadina del Tau

Altopascio, 22 febbraio 2018 – Di fronte a situazioni di difficoltà e grande preoccupazione, come Toscana Pane, che stiamo seguendo con attenzione e costanza, ci sono segnali tangibili di speranza e positività, che raccontano di un tessuto produttivo altopascese che vuole ripartire e, in parte, lo sta già facendo – commenta il Sindaco – Penso quindi ai nuovi insediamenti, agli ampliamenti previsti, ma anche, notizia di oggi, ai 47 milioni di investimento che Essity farà su Altopascio. Il quadro delle attività produttive altopascesi ci dice che si sta ritrovando il coraggio di investire e di crescere: un territorio dinamico vocato per un’attività industriale, grazie anche alla posizione strategica in cui si trova. Questo non significa che vada tutto bene, anzi. Soprattutto nel commercio al dettaglio dobbiamo trovare formule ulteriori per salvaguardare le attività esistenti, incentivare l’arrivo di altre, puntando sempre più su cultura, turismo e manifestazioni di qualità, che facciano vivere Altopascio durante tutto l’anno: un impegno che stiamo portando avanti, come dimostrato lo scorso anno, e sul quale stiamo investendo molto. Intanto, sul fronte delle agevolazioni fiscali, abbiamo confermato anche per il 2018 una riduzione sulla Tari, portandola al 4 per cento rispetto all’anno scorso (che era al 2 per cento), per bar, ristoranti, alimentari, pizzerie, ortofrutta, panifici. L’amministrazione comunale in questo senso è partecipe, attenta e disponibile ad andare incontro alle esigenze delle imprese, piccole o grandi che siano: il tutto mettendo al primo posto, oltre all’aumento dei posti di lavoro, il rispetto della salute, dell’ambiente e della legalità. Essere attrattivi, alla fine, è proprio questo: creare le condizioni affinché il territorio possa accogliere investimenti importanti, senza snaturare ciò che siamo, ma venendo incontro alle esigenze delle imprese, tutelando come prima cosa il bene comune».

 

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