SE I GOVERNI GIALLOVERDE E GIALLOROSSO FOSSERO LA STRATEGIA PER AFFOSSARE DEFINITIVAMENTE IL M5S E QUEGLI ITALIANI CHE HANNO VOTATO IL MOVIMENTO?
Il M5S deve tenere le attenne ritte perché quello che è successo ieri nel Parlamento con il voto segreto è la dimostrazione concreta che c’è una maggioranza che è nettamente contro le posizioni del movimento per quanto concerne la rimozione e l’assecondare le misure richieste dalla magistratura nei confronti dei parlamentari accusati di reati.
Esiste una maggioranza sotterranea che non vuole che le ragioni del M5S, quelle con cui il movimento ha trovato nelle politiche 2018 molto consenso elettorale, possano concretarsi. Dal risultato ottenuto ieri, che ha rigettato il provvedimento degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Sozzani di Forza Italia, il taglio dei parlamentari potrebbe essere la potenziale Waterloo a cui va incontro il 32% dei suffragi del 4 marzo 2018.
Insomma, appare fin troppo chiaro che il M5S è un corpo estraneo nel Parlamento italiano e che conseguentemente lo sono i cittadini italiani che hanno dato forza rappresentativa ai 5Stelle.
Con il voto segreto si consente libertà di coscienza ai parlamentari, ma questa dignità di esprimere la propria idea la si nasconde ai rappresentati, a coloro che con il voto hanno eletto chi li dovrebbe rappresentare.
Oggi il voto segreto è la foglia di fico con cui si nascondono ai cittadini sovrani le “palle” di saper esprimere alla luce del sole la propria ostilità od opposizione a una specifica richiesta avanzata dalla magistratura e che era stata avvalorata in sede di Giunta. Il voto di ieri è innegabilmente una sconfitta sottotraccia del governo appena insediato, è il primo campanello d’allarme di questa appena iniziata esperienza governativa giallorossa che ha suonato nelle orecchie del M5S ma anche in quelle del premier Giuseppe Conte, il cui personale consenso in continua ascesa incomincia a preoccupare in un sistema politico che pone, più che le idee, l’immagine del leader come elemento trainante per arrivare alla stanza dei bottoni.
Giuseppe Vezzoni, addì 19.9.2019

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