Se c’è un profumo a cui per antonomasia si associa l’idea di pulito, è quello senz’altro della lavanda.

Non solo è un bellissimo arbusto ma per le pregevoli caratteristiche dell’aroma delle infiorescenze, la pianta ha sempre avuto un largo utilizzo popolare, tanto che le prime notizie sulle tecniche di coltivazione risalgono alla fine del XVI secolo. In Italia l’uso popolare ha sempre sfruttato le virtù rilassanti e antinfiammatorie della lavanda, già attribuite dall’antichità;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ad esempio per uso esterno i fiori secchi venivano messi in sacchetti di tela negli armadi e appesi in vari punti della casa, per profumare e tenere lontani insetti e parassiti, mentre un po’ dappertutto il macerato di fiori di lavanda in olio o in acquavite veniva frizionato su punture di insetti, morsi di animali, scottature, contusioni, nevralgie, reumatismi e parti doloranti, oppure sulle tempie per lenire le cefalee.

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