SANTO STEFANO E IL CALORE DI PALAZZO SANTINI

 

Uno dei gioielli storico-architettonici di Seravezza è Palazzo Santini. È veramente un privilegio poterlo visitare. Non appena si varca il maestoso portone di ingresso, che si affaccia sul corridoio di impronta rinascimentale, si comprende subito che ciò che ci aspetta è qualcosa di straordinariamente inestimabile.

Stupisce ancor più piacevolmente, la gioviale e deliziosa ospitalità dei padroni di casa, i coniugi Santini, che ti prendono letteralmente per mano e ti accolgono al loro banchetto, fatto di cose buone, tipiche di quel territorio a cui la storia del Palazzo è indissolubilmente legata. Questa magica atmosfera conviviale, lieta e calorosa, i grandi caminetti accesi, in cucina e nella sala, ti fanno sentire come a casa.

 

E´fantastico calarsi nei racconti della Prof.ssa Anna Laura, per ogni stanza una storia, una particolarità, un aneddoto. Bello e imponente domina lo stemma affrescato della famiglia Campana, nella sala di rappresentanza, la sala da pranzo, con un magnifico camino e due tavoli in breccia medicea, la Cappella della Pentecoste, il giardino settecentesco di una bellezza strabiliante, la cucina dove puoi ammirare, in ordine, sulle mensole a muro, tutti gli utensili e il pentolame usato dai Conti Campana.

Tra queste mura, sapientemente recuperate senza nulla togliere a quella che fu la bellezza originale, si respira, in un istante, tutto ciò che ha reso unico e irripetibile questo Comune. Troppo spesso ci scordiamo della fama di cui ha goduto la Città di Seravezza, in tempi passati, ma e´proprio in momenti come quelli trascorsi ieri che realizzi, invece, di abitare in un luogo baciato dalla bontà divina della natura, la quale ne ha fortemente condizionato il destino.

 

Palazzo Santini (già Campana-Bonaventuri) risale al XVII* secolo. Di impianto tipicamente settecentesco, sorge sulle abitazioni della primitiva discendenza della famiglia Daudenet della Lorena (Francia), richiamata in Versilia dal governo fiorentino dei Medici, fin dal 1517.

 

Per l´esperienza nell´arte fusoria dell´argento e del bronzo, il capostipite Giovanni di Stefano, convertì il cognome francese della famiglia in quello italiano di Campana. Nel corso dei secoli, oltre al Conte Francesco Campana, fondatore, nel 1811, dell´Ospedale di Seravezza, molti furono i personaggi illustri ad abitare o a soggiornare in quella magnifica dimora. Ricordiamo tra tutti il Cardinale Cosimo Corsi, il quale vi giunse in occasione dell´incoronazione della Madonna del Soccorso, nel 1858, che ebbe luogo presso il Duomo.

Nel 1918, il regio notaro Filiberto di Leonardo Santini, promotore nel 1916 della Tranvia Elettrica Versiliese, lo acquistò dagli eredi dei conti Bonaventuri, a loro volta unici eredi dei conti Campana. Il Palazzo fu molto danneggiato dagli eventi bellici del 1943-1945. I restauri, compiuti nel tempo dai proprietari, sono ripresi nel 2012 e durati diversi anni.

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