Sabato, il giorno del pane…

Passano i mesi, le stagioni, cambiano i lavori in campagna, ma non cambia l’usanza del pane del sabato…
La sera precedente si faceva l’impasto con il lievito e un quarto del totale della farina da utilizzare, si ricopriva l’impasto con un panno e si lasciava nella madia a riposare tutta la notte. Il mattino seguente, ancor prima dell’alba, si aggiungeva il resto della farina, acqua e sale e si preparava il pastone, che veniva lavorato con la grama per circa tre quarti d’ora, fino a diventare morbido e liscio. Usare la grama richiedeva forza nelle braccia e coordinazione nei movimenti e ci si faceva aiutare dagli uomini. Poi le donne dividevano l’impasto e formavano i pani, con un taglio sopra per farli ” fiorire” e si aspettava la lievitazione. Intanto gli uomini accendevano il fuoco nel forno utilizzando fascine ben asciutte, e al momento giusto si inserivano i pani, che cuocevano lentamente per circa un’ora…dopo il pane, per certe occasioni, si cuocevano i dolci: qualche ciambella o biscotto, o la spianata all’olio per i bambini…

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