Rupe di Corvaia: firmata la convenzione pubblico-privato per il recupero dell’area. Ufficialmente acquisiti dal Comune i nove ettari sui quali nascerà il parco archeo-urbano

Acquisiti al patrimonio pubblico nove ettari della Rupe di Corvaia. Una porzione di territorio versiliese di straordinario valore storico, paesaggistico e naturalistico che dopo decenni di abbandono tornerà alla fruizione dei cittadini. Il Comune di Seravezza vi realizzerà infatti un parco archeo-urbano aperto alle visite e allo studio delle antiche vestigia del luogo, importante elemento di congiunzione geografica e culturale tra il litorale e l’entroterra, fra la Versilia della centuriazione romana e quella Medicea, fra la strada di Michelangelo e la via Francigena.

Il passaggio di proprietà dell’area è stato sancito con la firma, l’8 novembre scorso, della convenzione che disciplina le perequazioni urbanistiche e le modalità di attuazione del Piano di Recupero della Rocca di Corvaia approvato dal Consiglio Comunale nel settembre 2014. A fronte della possibilità per i proprietari di realizzare tre ville su una superficie di circa quattro ettari, attraverso il recupero di alcuni manufatti esistenti, il Comunque acquisisce gratuitamente l’area sulla quale verrà realizzato il parco archeo-urbano e una piccola struttura da destinare a centro visite e allo svolgimento di attività didattiche e divulgative. I privati si impegnano anche a potenziare la viabilità di accesso e a recuperare la sentieristica esistente.

A circa un mese dalla stipula, i dettagli della convenzione sono stati presentati questa mattina dal vicesindaco e assessore all’urbanistica Valentina Salvatori, dal responsabile dell’ufficio urbanistica del Comune architetto Andrea Tenerini e dal rappresentante della società proprietaria, dott. Attilio Bindi, accompagnato dal progettista di fiducia, architetto Tiziano Lera, e dai consulenti tecnici geometri Dino Sacchelli e Mirco Ramacciotti.

«Siamo giunti alla fase decisiva di un lavoro iniziato diciassette anni fa e portato avanti nell’arco di tre diverse amministrazioni», ha dichiarato l’assessore Salvatori. «Un piano di recupero di iniziativa pubblica sviluppato in forte sinergia con il privato, che arricchisce la collettività di un bene di straordinaria rilevanza storico-paesaggistica e dà sostanza a una visione strategica delineata fin dai primi anni Duemila: quella che punta a raccordare le diverse articolazioni territoriali del nostro Comune – la piana di impianto romano, la Rocca degli antichi signori di Corvaia, l’area medicea patrimonio Unesco, il centro storico del capoluogo, la Francigena e la via di Michelangelo – in un progetto complessivo di valorizzazione d’area. Per noi si apre adesso una fase di confronto con la Soprintendenza per la creazione del parco archeo-urbano. Questo sito, fino ad oggi così poco percepito dai cittadini e dai visitatori della Versilia, dovrà tornare alla piena fruibilità e parte di un progetto di promozione turistica in connessione con le altre attrattive del territorio».

Il progetto d’intervento e recupero della Rupe di Corvaia, ha spiegato l’architetto Tenerini, ha seguito un lungo percorso di co-pianificazione con il Ministero per i beni Culturali, la Regione Toscana, la Soprintendenza e la Provincia di Lucca, con un alto livello di controllo pubblico che prosegue sull’attività edilizia avviata di recente sulla parte privata. «Il nostro lavoro è seguito da un archeologo della Soprintendenza, abbiamo dovuto bonificare l’area dalle mine e dagli ordigni bellici, tener conto della messa in sicurezza dei versanti e della regimazione delle acque: una complessità di cantiere che raramente mi sono trovato ad affrontare in precedenza», ha detto l’architetto Lera. «Ma ne vale la pena, perché il fine è quello di riportare alla vita un’area di grande pregio anche dal punto di vista faunistico e ambientale. Un luogo magico che ho amato e frequentato fin da ragazzo».

«Un amore che ha contagiato la nostra famiglia», ha detto Attilio Bindi «e che ci ha spinto a investire in questo sito così importante anche dal punto di vista storico. Lo faremo con un budget di nove milioni di euro per realizzare tre residenze – una delle quali nascerà dal recupero dell’antica Villa Galanti –, ma soprattutto per dar vita a un vasto progetto di restauro paesaggistico che prevede il ripristino delle colture dell’olivo e della vite, del bosco e delle molte essenze presenti in quest’area dal microclima così particolare».

L’area si configurerà nel suo nuovo assetto nell’arco dei prossimi tre anni. Parallelamente alla costruzione delle residenze private verranno infatti realizzate le infrastrutture che permetteranno al Comune di impostare la creazione e l’avvio del parco archeo-urbano.

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