Soddisfazione tra gli abitanti della parrocchia di Borsigliana per il ritorno nella Chiesa di Santa Maria Assunta, del prezioso Ciborio (FOTO) del 1600 restaurato presso il laboratorio di Giuliano Delle Monache a Vicopisano (Pisa) grazie al contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca e alla sensibilità del professor Pietro Paolo Angelini componente dell’organo di indirizzo dell’Istituto di credito. Si tratta di un Ciborio o Tabernacolo (dimensioni 50x50x60 centimetri) del XVII secolo, di noce intagliato, a base ottagonale, a forma di tempio, con colonne scanalate, ai lati delle porte, a tre ripiani e una cupola semisferica scolpita a palmette. Il Tabernacolo, in legno dorato, presenta quattro parti principali inquadrate da colonnine, architrave e frontone, con altrettanti piccoli dipinti, rappresentanti la Passione e Morte di Gesù: Gesù nell’orto dei Getsèmani (porticina con chiave), Flagellazione di Gesù, Croce (Calvario), Incoronazione di spine di Gesù. Sugli altri quattro fronti, ci sono altrettante nicchie. In alto una piccola balaustra incisa ed una cupola scolpita a palmette, con tre stelle sul davanti. Il Ciborio presenta due scritte circolari dipinte in caratteri dorati, mancanti di alcune lettere, che riportano due versetti dell’Apocalisse. Nella fascia superiore (Apocalisse, Capitolo II – Lettera alla Chiesa di Pergamo, 17): “Vincenti dabo manna absconditum & dabo illi nomen novum” (Al vincente darò la manna nascosta e darò a quello un nome nuovo). Nella fascia inferiore (Apocalisse, Capitolo II – Lettera alla Chiesa di Efeso, 7): “Vincenti dabo edere de ligno vite (vitae, ndr.) quod est in Paradiso Dei mei” (Al vincente darò a mangiare dell’albero della vita che è nel Paradiso del mio Dio). L’opera era stata parzialmente restaurata oltre unaa trentina di anni fa, ma aveva una urgente necessità di un attento restauro, così come è avvenuto. Il Ciborio è posto su un robusto supporto girevole in legno realizzato nel 2014.
Dino Magistrelli

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