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e qualcuno ancora non se ne fosse accorto, cosa difficile ma non certo impossibile, l’Italia ha rischiato il default e le bordate di tasse che paghiamo servono non certo per sanare il debito pubblico ma al massimo per permettere di sopravvivere fino a tempi migliori (speriamo). Politicamente viviamo in una sorta di Matrix commissariato dall’Europa dove il popolo italiano non ha più voce in capitolo e si rifugia nell’astensione. Astensione controllata, ergo vittoria facile e sicura con mantenimento della Status Quo vigente. La parola d’ordine ormai è risparmiare, dal più piccolo dei discount di periferia al Parlamento Italiano. Tagli, contro tagli, limature, è il trionfo dei manager vecchio stampo che venivano chiamati nelle aziende statali e parastatali per sfondarle e licenziare più personale possibile. La Valle del Serchio non è immune da questa corsa al risparmio e ovunque, più o meno, si sforbicia a più non posso. La Sanità è stata la prima a finire nel mirino, complice una cattiva fama che da sempre a livello italiano la segue come un’ombra nefasta. Nella Sanità si ruba, creste, stipendi da favola, fannulloni e servizi mediocri, per cui tagli a go go e chiusure drastiche di servizi obsoleti o doppi. Bisogna prendere esempio dalla Sanità privata. Due Ospedali in Valle del Serchio sono troppi? Se ne costruisce uno e si risparmia. Ma due is megl che uan, e allora si tengono due ospedali ottimizzando l’ottimizzabile. In nessuno dei due plessi ospedalieri, Barga e Castelnuovo, esiste una sala di rianimazione, quella stanzina piccola ed a volte angusta che però riesce a salvarti la vita. Questione di minuti, a volte secondi: cosa vuoi che sia pensare che la più vicina sala di rianimazione è a Lucca. L’importante è lottare contro i mulini a vento e mostrarsi così disuniti che quando l’american boy viene in Garfagnana entra imbronciato ed esce con il sorriso. Che il giochino della Sanità si svolga in Regione non è certo un segreto, come del resto non è un segreto che la Garfagnana tanto ha fatto ed ha brigato per auto flagellarsi non riuscendo a piazzare il suo candidato a Firenze. Il sottoscritto ormai ha fatto il solco a Cisanello, mentalmente sono preparato al peggio. Le Poste italiane, altro fiore all’occhiello nel risparmio, stanno sforbiciando a più non posso da anni e stavolta nel colpo di lama sono finiti gli uffici di Castelvecchio Pascoli, Mologno e Filecchio. Solita manfrina, solite proteste, minacce di guerre nucleari con rivoluzioni a livello planetario, ma al massimo queste cose possono essere rimandate e non impedite. Én finite le fave all’olocchi, gratta gratta sul fondo non troviamo più nulla. L’unica speranza è che avvenga il solito miracolo italiano; l’ultima “grattata” svela un bel pozzo di petrolio e torna un mondo di lustrini e paillettes. Io speriamo che me la cavo.

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