RISCATTO LAUREA AGEVOLATO – Sono bastati 4 mesi per superare l’intero 2018 e il trend positivo è proseguito anche nel mese successivo.

RISCATTO LAUREA AGEVOLATO – Sono bastati 4 mesi per superare l’intero 2018 e il trend positivo è proseguito anche nel mese successivo. Il riscatto della laurea agevolato piace agli italiani che stanno sfruttando la possibilità introdotta dal decreto pensioni-reddito (4/2019) .

Da marzo a luglio sono arrivate 32.479 domande, il 51% (16.603) seguendo le nuove regole che permettono di accedere a un riscatto low cost. Per poter scegliere il riscatto agevolato servono due requisiti: il lavoratore deve avere almeno un contributo versato nella gestione Inps dove intende riscattare e il corso di studi deve collocarsi nei periodi di competenza del metodo contributivo. In parole semplici, ai sensi della legge Dini il metodo contributivo inizia a essere operativo dall’inizio del 1996.

RISCATTO LAUREA AGEVOLATO – Il riscatto laurea, se considerato ai soli fini dell’importo dell’assegno pensionistico, non ha un’impatto economicamente rilevante. Per ammortizzarne il costo, infatti, occorrono decine di anni di fruizione della pensione: per ogni anno riscattato, ipotizziamo, l’incremento dell’assegno pensionistico potrebbe essere di 25/28  euro al mese, il riscatto di 4 anni di studio, quindi, incrementerebbe l’assegno pensionistico di circa 100 euro al mese. Per ammortizzare i quasi 21mila euro pagati, quindi, occorrerebbero 210 mesi di pensione, ovvero 17 anni e mezzo.
RISCATTO LAUREA AGEVOLATO – Ma riscattare gli anni di studio non serve solo ad aumentare l’assegno pensionistico visto che gli anni riscattati sono da considerarsi alla pari degli anni di contributi derivanti da lavoro effettivo. Riscattando, quindi, 4 anni di studio universitari, ad esempio, si aumenta il proprio montante contributivo di 4 anni, permettendo di raggiungere 4 anni prima i requisiti contributivi necessari all’accesso alla pensione.

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