Rimborso canone Rai: requisiti, come fare domanda

Come chiedere il rimborso canone Rai: la guida completa sui requisiti e quando arriva.

Rimborso canone Rai: requisiti, come fare domanda

Siete interessati a richiedere il rimborso del canone Rai ma non sapete come muovervi? Avete parlato con un amico o un conoscente e pensate di essere idonei a presentare la domanda? Proseguendo nella lettura della nostra guida, riceverete le risposte a tutti i vostri quesiti.

Prima di tutto, illustreremo i requisiti per ottenere il rimborso del canone Rai, senza i quali un’eventuale richiesta sarebbe inutile.

Una volta verificate le condizioni, spiegheremo come e dove inviare la domanda da trasmettere all’Agenzia delle Entrate.

Quindi, ci occuperemo di delineare i tempi entro cui arriva l’indennizzo del pagamento non dovuto, a patto di essere realmente beneficiari.

Le variabili in campo sono diverse, per questo motivo elencheremo tutti i casi in cui la legge stabilisce quando una persona può chiedere il rimborso del canone Rai.

A chi spetta il rimborso del canone Rai

Il rimborso del canone Rai spetta sia ai titolari di un contratto di fornitura energetica sia agli eredi (in caso di morte dell’intestatario della bolletta della luce elettrica).

La rivoluzione del canone Rai in bolletta risale a luglio 2016, quando l’allora governo Renzi stabilì il pagamento dell’imposta per chiunque abbia un contratto di fornitura elettrica.

Di fatto, è stata accettata l’equazione elettricità = apparecchio atto alla ricezione delle trasmissioni televisive.

Esistono però delle eccezioni, per le quali il pagamento addebitato nella fattura della luce (la tradizionale bolletta dell’Enel o di qualunque altra società appartenente al mercato libero dell’energia) non è dovuto.

Segue ora il capitolo dedicato a tutti i casi in cui l’intestatario di un contratto di fornitura energetica può procedere con la domanda di indennizzo.

Quali sono i motivi per cui è possibile chiedere il rimborso del canone Rai?

I requisiti da rispettare per essere idonei al rimborso del canone Rai indicati sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sono i seguenti:

  • non essere in possesso di un apparecchio televisivo
  • avere almeno 75 anni di età e un reddito familiare non superiore agli 8.000 euro
  • ricoprire la carica di diplomatico o militare straniero
  • aver pagato il canone Rai con modalità differenti (ad esempio tramite addebito diretto sulla pensione), contemporaneamente alla ricezione delle rate mensili sulla fattura energetica
  • aver ricevuto l’addebito dell’imposta su due fatture elettriche, con la seconda intestata a un altro componente della stessa famiglia anagrafica

I casi in cui è possibile ottenere l’indennizzo sono però superiori. Ecco quali sono tutte le situazioni non segnalate dall’organismo del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Rimborso canone Rai per decesso

Si ha diritto al rimborso quando il canone Rai viene addebitato su una bolletta della luce intestata a una persona deceduta e, nel frattempo, si riceve lo stesso addebito su un’altra fattura energetica intestata all’erede o all’eventuale nuovo proprietario dell’abitazione.

Nello specifico, si è di fronte a un caso di doppio pagamento. Quando si compila la domanda, va indicato come motivo quanto riportato nel codice 4 (lo stesso codice va utilizzato se si dichiara di non essere in possesso di un apparecchio televisivo).

Rimborso canone Rai per trasferimento in casa di riposo

Può capitare che una persona anziana sia costretta al ricovero o al trasferimento in una casa di riposo, dovendo dunque abbandonare la propria abitazione. Questa persona è anche titolare del contratto di fornitura elettrica e possiede un apparecchio televisivo.

In quali casi si può richiedere il rimborso? In primis, ci si può rivolgere al proprio fornitore di energia e avviare la pratica di chiusura del contratto. Di conseguenza, non essendo più attiva la fornitura di energia, in automatico va a decadere anche l’obbligo di pagare il canone.

In secondo luogo, si può procedere con l’invio della dichiarazione sostitutiva in cui si dichiara il non possesso di apparecchi atti alla ricezione televisiva. Prima di presentare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate, accertarsi che all’interno dell’abitazione non vi siano più televisori.

La seconda soluzione presenta almeno due vantaggi rispetto alla prima.

Da una parte è più economica, in quanto la chiusura di un contratto della luce richiede una spesa.

Dall’altra, è un espediente più pratico proprio perché in seguito si dovrebbe riattivare la fornitura, affrontando dunque una doppia spesa.

Rimborso canone Rai per cambio residenza

In caso di cambio di residenza, parlare di rimborso non è corretto. Infatti, il titolare del contratto di energia elettrica è tenuto a comunicare all’Agenzia delle Entrate il trasferimento della residenza.

Chi non adempie a tale obbligo, è tenuto a pagare le eventuali rate addebitate senza avere la possibilità di richiedere il rimborso.

In alternativa, si può presentare la disdetta tramite raccomandata A/R con ricevuta di ritorno, da recapitare alla stessa Agenzia delle Entrate.

Rimborso canone Rai per terremotati

Fino al 2020 i cittadini terremotati residenti nelle regioni dei comuni colpiti dal sisma del Centro Italia saranno esentati dal pagamento del canone Rai. Lo prevede l’art.1, comma 5 del decreto legge n. 55 del 29/05/2018.

Qualora dunque si sia ricevuta una bolletta della luce riportante l’addebito per l’imposta sul possesso di un apparecchio televisivo, si ha l’opportunità di presentare regolare domanda di rimborso.

Il periodo preso in esame dall’articolo sopra citato ha inizio dal 1° gennaio 2018.

Importante: salvo eventuali proroghe, l’esenzione sarà valida fino al 31 dicembre 2020.

Come chiedere il rimborso del canone Rai?

La domanda di rimborso del canone Rai può essere inoltrata online tramite l’apposita applicazione ospitata dal sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Per usufruire di tale servizio, è necessario disporre delle credenziali di accesso ottenute al momento della registrazione ai servizi telematici Fisconline o Entratel.

In alternativa, la richiesta può essere presentata tramite posta raccomandata (con ricevuta di ritorno). L’indirizzo da inserire nello spazio riservato al destinatario è il seguente: “Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino” (senza le virgolette).

Se si decide di procedere online, ci si può rivolgere anche a intermediari abilitati. Ad esempio, i soggetti interessati si possono far aiutare da un Caf (Centro di assistenza fiscale) del proprio comune di residenza.

Adottando, invece, la seconda soluzione, la domanda deve obbligatoriamente essere compilata e inviata dal titolare dell’utenza elettrica o da un suo erede.

Il modulo è disponibile al download in formato PDF sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate a questo indirizzo.

Altrimenti, potete scaricarlo anche cliccando sull’immagine del file qui sotto.

Modulo rimborso canone Rai

A download terminato, occorre compilare la prima sezione (Dati generali) inserendo i propri dati anagrafici. L’apposito spazio denominato “in qualità erede di” va redatto soltanto dagli eventuali eredi, altrimenti bisogna lasciarlo in bianco.

Allo stesso modo, anche il campo Impegno alla presentazione telematica non va completato, a meno che non ci sia rivolti a un intermediario abilitato.

Nel secondo foglio, in alto a sinistra accanto alla voce Richiede il rimborso del canone relativo all’anno d’imposta occorre inserire l’anno per cui si sta chiedendo la restituzione, sulla destra invece va segnalato l’importo (“per un totale di euro”).

Arrivati a questo punto, nel medesimo foglio è necessario riportare il codice POD dell’utenza, il numero della fattura e l’importo della rata relativa al pagamento del canone televisivo.

Il codice POD può essere definito il codice fiscale di un’utenza energetica. Si trova nella prima pagina della bolletta della luce, nella sezione denominata di solito Dati fornitura.

Quando arriva il rimborso del canone Rai?

In caso di accredito in bolletta, la restituzione della somma richiesta avviene alla prima fattura utile. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che è la stessa società elettrica (ad esempio Enel) a saldare l’importo dovuto.

Qualora si proceda con una modalità di rimborso differente, l’Agenzia delle Entrate assicura che l’indennizzo avverrà entro 45 giorni dalla ricezione della domanda. Anche in questo caso, a occuparsi dell’accredito è il fornitore di energia elettrica a cui l’intestatario dell’utenza è legato per contratto.

Se il pagamento non dovesse andare a buon fine, sarà l’Agenzia delle Entrate a procedere con la trasmissione del saldo di quanto richiesto durante la compilazione del modulo (effettuati gli opportuni accertamenti).

Conclusioni

In questa guida abbiamo dunque visto come ottenere il rimborso del canone Rai.

Se, invece, siete interessati a non pagare l’imposta, vi invitiamo a leggere l’approfondimento su come fare domanda per l’esenzione.

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