RIFONDAZIONE COMUNISTA –  SU KME

 

Una reazione scomposta, stizzita e per certi versi arrogante, dettata dall’arida logica del profitto capitalistico delle multinazionali, quella che la KME ha affidato alla stampa dopo il consiglio comunale del 6 agosto. Forse KME, prima di lanciare accuse di demagogia alla politica, dovrebbe domandarsi se è venuta meno la sua credibilità aziendale, anche a seguito del progetto di riconvertire lo stabilimento di Fornaci di Barga in una grande serra per la produzione idroponica di pomodori e verdure, che per ironica legge del contrappasso ha metaforicamente ricevuto in faccia durante il consiglio.

Il costante impegno politico di Rifondazione Comunista, sia a livello locale che regionale tramite Sì-Toscana a Sinistra, ha fatto si che anche il PD prendesse posizione contro la realizzazione del pirogassificatore. E’ stata approvata all’unanimità in consiglio regionale la mozione che porta la prima firma del capogruppo Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori, e poi le firme del presidente della commissione ambiente Stefano Baccelli (PD) e di Ilaria Giovanneti (PD), oltre naturalmente alla firma di Paolo Sarti, consigliere di Sì-Toscana a Sinistra e vicepresidente della commissione sanità. La mozione chiede che si giunga “ad un piano di rilancio industriale dello stabilimento KME di Fornaci di Barga” che metta assieme “tenuta occupazionale e miglioramento del saldo emissivo reale in atmosfera”. Il nodo è “coniugare ambiente e lavoro, definendo soluzioni tecnologiche che garantiscano una produzione di energia incontrovertibilmente pulita e rinnovabile”. La mozione chiarisce che per energia incontrovertibilmente pulita e rinnovabile si intende quella che “non prevede la combustione dei rifiuti e di tutti i loro derivati, compreso il Css”. La mozione impegna anche la giunta ad attivare “un percorso pubblico di partecipazione che coinvolga le istituzioni locali, le associazioni, i sindacati, gli esperti e gli abitanti del territorio interessato” e “a proseguire con le iniziative già anticipate volte a monitorare gli aspetti legati alla qualità dell’aria, nonché a svolgere un’indagine epidemiologica sulla Valle del Serchio, e ad avviare una campagna di campionamento dei suoli al fine di realizzare una mappatura delle aree inquinate e la conseguente valutazione del rischio sulla popolazione”.

Una mozione che incalza l’arroganza politica della giunta Rossi, che ha firmato un accordo elaborato in gran segreto con KME e che prevede la realizzazione di una generica “piattaforma energetica”, ignorando quanto richiesto, poche settimane prima dal consiglio regionale e dalla commissione ambiente, di informare preventivamente l’assemblea a proposito di eventuali accordi in merito.

Da sempre Rifondazione Comunista è schierata a fianco dei lavoratori, nella difesa dei loro diritti e del loro posto di lavoro (reintroduzione dell’art. 18 ecc.), ma con la consapevolezza che primaria è la salute della collettività e questa non può essere merce di scambio per ricatti occupazionali. Da decenni RC lucchese è impegnata contro qualsiasi forma d’incenerimento, che alcuni utilizzando un depistaggio semantico chiamano termovalorizzazione. Basti ricordare il comunicato a riguardo dell’inceneritore LUCART di Diecimo, col quale si documentava scientificamente la bassa diffusività atmosferica della Valle del Serchio e il corrispondente più alto tasso di mortalità regionale, dichiarando l’incompatibilità con le condizione atmosferiche locali caratterizzate da inversione termica con l’impianto, il documento presentato e approvato all’unanimità dal consiglio provinciale, dove si chiedeva la chiusura degli inceneritori RSU di Pietrasanta e Castelnuovo Garfagnana e il raggiungimento provinciale di RIFIUTI ZERO entro il 2020, le posizioni contro l’inceneritore a biomasse di Fornoli e l’impianto di bricchettaggio di Gallicano.

Il progetto KME più che la produzione del rame ha come obiettivo il business dell’incenerimento dei rifiuti, obiettivo opposto all’economia circolare e alla produzione di energia pulita da fonti rinnovabili, e a ciò ci opporremo con tutte le nostre forze, mentre sarà massima la volontà di andare incontro alla proprietà della KME se intenderà lavorare il rame con una vera conversione ecologica sia nell’autoproduzione di energia, sia nelle tecnologie produttive.

Importante è l’arrivo di un finanziamento europeo per uno studio sulla situazione sanitaria della valle del Serchio che prevede anche la partecipazione di cittadini e associazioni locali e in particolare “ La Libellula” e di vari comuni della valle.

Esprimiamo solidarietà al Sindaco ed a tutto il Consiglio Comunale per la frase offensiva pubblicata nel comunicato della dirigenza della Kme in cui si definiva il Consiglio Comunale del 6 Agosto come “una farsa”.

Per ultimo, ma di primaria importanza, invitiamo l’Amministrazione Comunale e gli enti preposti ad avviare un piano di monitoraggio sul territorio del comune di Barga in merito alla presenza di metalli pesanti nel suolo, presenza già segnalata da ARPAT e dalla collegata ordinanza provinciale n° 258 del 22/07/2008. Ad oggi non siamo a conoscenza di eventuali studi fatti a proposito.

 

Barga 14/08/2018

 

Partito della Rifondazione Comunista – Valle del Serchio

Share