È sempre una buona notizia che le istituzioni si muovano per mettere al primo posto la sicurezza di edifici ed infrastrutture, sebbene ancora una volta questo avvenga soltanto dopo l’ennesima tragedia.
Quando qualche mese fa dicevamo che la vera sicurezza non è quella di avere armi da fuoco libere in ogni casa, ma di avere i certificati antisismici in ogni edificio e la manutenzione per ogni ponte, ci prendevano per matti. Oggi purtroppo la realtà è più forte di ogni minimizzazione del problema.
Chiediamo tuttavia che si passi dalle parole ai fatti il prima possibile, altrimenti viene il dubbio che si tratti solo di vuota retorica.
Siamo fiduciosi, ad esempio, che il sindaco di Stazzema, che oggi ha convocato un incontro sul tema tra gli amministratori versiliesi, ci spieghi come sia stato possibile avere riaperto a Terrinca un plesso scolastico chiuso da decenni per inagibilità utilizzandolo per svolgere una sagra paesana, senza che gli interventi finanziati solo da poche settimane, siano mai stati svolti.
Che Verona aspiri alla beatificazione istruendo gli altri amministratori a compiere simili “miracoli” ?
Noi non lo sappiamo, ma per restare alle questioni più “terrene”, chiediamo che alle parole di stamani seguano i fatti, e che ci siano stanziamenti immediati per il cavalcavia di Querceta, che versa in condizioni preoccupanti e rappresenta un fattore di rischio ogni giorno che passa, e che la regione si attivi per finanziare i lavori a tutte le strutture scolastiche del territorio che ne hanno necessità, fuori dalla logica di “bando di concorso” che fino ad oggi ha messo le scuole in competizione tra loro per aggiudicarsi i soldi, in una assurda gara a chi cade più a pezzi.
Esistono le emergenze, ma esistono anche standard minimi di sicurezza sotto i quali non si va: le nostre vite sono più importanti di qualunque patto di stabilità.

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