Giovedì sera, nell’ambito del programma della Festa dell’Unità di Gallicano, è stata organizzata una tavola rotonda sul tema politico del momento, ovvero le fusioni tra comuni. All’incontro hanno preso parte diversi sindaci della Valle, i quali hanno espresso il loro parere sulle varie ipotesi in discussione. Pensieri confusi e direi politicamente irrilevanti, come avrò modo di illustare qui di seguito.
Venerdì sera invece in quel di Castelnuovo era in programma un nuovo appuntamento della “Bella Estate” ed un insuperabile Vittorio Sgarbi ha tenuto una interessantissima lectio magistralis sulla pittura del ‘600 italiano. Quello che mi preme qui ricordare è che durante l’introduzione c’è stato un passaggio in cui l’illustre critico ha espresso un concetto importante: gli uomini di cultura, gli intellettuali, probabilmente hanno maggiore sensibilità per gestire la cosa pubblica rispetto ai politici di professione.
Il compito di un fine analista politico come IL Pungolo è quello di interpretare ed analizzare i messaggi provenienti da questi incontri. Cercherò pertanto in poche righe di sintetizzare gli eventi politico amministrativi che interesserrano la Valle nel prossimo futuro.
Come conseguenza del collasso dei piccoli municipi, la necessità di creare un solo comune della Valle si farà sempre più pressante. È palesemente chiaro a tutti che l’unica personalità in possesso della statura politica per svolgere il ruolo di Sindaco della Valle è l’attuale primo cittadino di Castelnuovo. Poiché gli altri sindaci lillipuziani faranno di tutto per ostacolare il Gulliver castelnuovese, si aprirà un periodo di lotte intestine che, come già accaduto nella storia, porterà alla fine delle istituzioni comunali a vantaggio della Signoria.
A quel punto la Garfagnana farà atto di dedizione alla casa Estense e il Duca nominera’ Vittorio Sgarbi Governatore della Provincia di Garfagnana.
Così come il suo illustre concittadino fece in passato, anche lo Sgarbi amministrera’ con zelo il territorio e consentirà l’avvio di un periodo di crescita culturale e di sviluppo economico.
Inoltre non saremo più ricordati come “terra di lupi e di briganti” ma come “terra di capre e di briganti”!

Niccolò Roni

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