Revisione auto e moto, al via i rincari. C’è il bonus (ma non per tutti): come richiederlodi Massimo Tarabella

 

Con il mese di novembre sono scattati gli aumenti per la revisione di auto e moto. Il rincaro, introdotto con la Legge di Bilancio 2021, è pari al 22% della tariffa base se si effettua la revisione presso la Motorizzazione Civile (da 45 a 54,95 euro), mentre se ci si rivolge a un centro privato convenzionato alla tariffa base si deve aggiungere l’Iva (22%), la tariffa motorizzazione (10,20 euro) e le spese postali (1,78 euro). In totale sono 79,02 euro, il 18% in più rispetto ai 66,88 di prima. L’aumento, motivato con l’adeguamento agli indici Istat, arriva in un momento in cu i iconsumatori subiscono l’aumento dei prezzi dei carburanti. Il governo ha previsto un aiuto, il «Bonus Veicoli Sicuri», ma con alcune limitazioni. Ecco chi, come e quando può richiederlo.

Tutti i proprietari di un veicolo, che sia un’auto o una moto, possono usufruirne. Il buono, che vale 9,95 euro ed è attivo fino al 2023, può essere richiesto una sola volta e per un solo veicolo. Il fondo istituito per finanziare il bonus è di circa 4 milioni. Le risorse suddivise per l’importo (quasi 10 euro) bastano per erogare 400 mila bonus. Quindi, se la misura non sarà rifinanziata soltanto 400 mila proprietari, a fronte di circa 14 milioni veicoli revisionati ogni anno, potranno accedere.

Per poter usufruire del Bonus Veicoli Sicuri bisogna fare domanda attraverso una piattaforma informatica «Buono veicoli sicuri», che sarà attivata sul sito del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili. Ma la piattaforma entrerà in funzione il 21 dicembre per i tempi di conversione in legge: quindi, chi dovrà fare la revisione prima non potrà chiedere il buono.

Per registrarsi alla piattaforma «Buono veicoli sicuri» servirà lo Spid(Sistema Pubblico di Identità Digitale), la Cie (Carta di identità elettronica) o la Carta Nazionale dei Servizi. Poi bisognerà inserire il numero di targa, la data di revisione, una mail. Il bonus arriverà con accredito sull’IBAN. «I contributi — si legge nel decreto — saranno assegnati secondo l’ordine temporale di ricezione delle richieste fino ad esaurimento delle risorse disponibili».

 

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