Rettifica Almo Nature – Acrilammide e micotossine nelle crocchette per gatti

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**REPLICA DI ALMO NATURE**

Dopo il nostro articolo ci ha scritto Almo Nature replicando:

“Almo Nature considera un fatto positivo che le associazioni a tutela dei consumatori si interessino della qualità degli alimenti destinati agli animali familiari, perché la tutela della salute degli animali domestici è da sempre valore imprescindibile per la nostra azienda, in relazione al vostro articolo che riprende la ricerca condotta da La Borsa della Spesa, riteniamo sia opportuno esprimere alcune precisazioni basate su elementi oggettivi e scientifici, in nome della trasparenza e della serietà.

Per quanto riguarda il primo aspetto valutato dallo studio, relativo alla supposta presenza di micotossine, è bene precisare che la normativa europea e nazionale pone attenzione solo a quelle ritenute dannose per la salute dell’animale, per le quali prevede limiti specifici. In tutti i casi in cui siano stabiliti livelli di riferimento, e per tutti i prodotti commercializzati, Almo Nature e le autorità sanitarie monitorano costantemente tali tenori, che per i nostri prodotti risultano ben al di sotto dei limiti di legge, e molto spesso al di sotto del limite stesso di quantificazione. Se fossero rilevate concentrazioni eccedenti tali limiti, Almo Nature non immetterebbe sul mercato quei prodotti, non solo per un preciso dovere giuridico, ma anche perché la tutela della salute di cani e gatti è un valore irrinunciabile per la nostra azienda.

In merito al secondo punto sollevato dalla ricerca svizzera, ossia ai supposti elevati livelli di acrilammide riscontrati, è necessario sottolineare quanto peraltro indicato anche dalla rivista svizzera e cioè che per il pet food non sono previsti limiti di legge, né esistono studi scientifici utili a determinare se ed entro quali limiti la presenza di acrilammide comporti un rischio per cani e gatti. A nostro avviso, una semplice trasposizione dei valori guida fissati per l’alimentazione umana non è condivisibile, poiché farlo significherebbe non riconoscere la specificità della fisiologia e dell’alimentazione animale. Ciò nonostante, le analisi condotte sui nostri prodotti, effettuate a seguito della pubblicazione della La Borsa della Spesa, provenienti da noti laboratori specializzati e accreditati, indicano nell’83% dei casi livelli di acrilammide al di sotto del limite di quantificazione e, nei rimanenti casi, un valore molto al di sotto del livello Europeo di 300 ppb per i cereali nel cibo per umani.

Non da ultimo, ci teniamo a sottolineare che la Borsa della Spesa ha volutamente omesso i dettagli della metodologia analitica utilizzata: i parametri scelti, il metodo di analisi e l’interpretazione dei risultati non fanno riferimento a elementi oggettivi e trasparenti, né a limiti di legge e risultano ad oggi ignoti, nonostante l’esplicita richiesta di approfondimento fatta dalla scrivente azienda.

I risultati pubblicati dalla Borsa della Spesa, quindi, non solo risultano incomprensibili e incompatibili con le analisi da noi effettuate, ma il diniego della rivista nel voler rivelare le metodologie analitiche utilizzate li rende non trasparenti né verificabili.
Di seguito, pertanto, riportiamo i risultati delle analisi condotte da un laboratorio indipendente e accreditato sui nostri prodotti, dai quali risulta evidente la conformità degli stessi nonché la loro aderenza a tutti i requisiti di igiene e sicurezza imposti dalla normativa, invitandovi a verificare nel caso dell’acrilammide la profonda e inspiegabile differenza tra questi valori e quelli dichiarati dalla Borsa della Spesa e, nel caso delle tossine, l’inspiegabile giudizio negativo sommariamente fornito dalla Borsa della Spesa a fronte di sostanze assenti (nel caso in cui siano fissati limiti) e inferiori fino a 60 volte ai livelli raccomandati, nel caso in cui la norma non fissi limiti”.

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