Retiambiente – L’intervento degli assessori Enrico Ghiselli ed Andrea Mazzoni

 


“Continua un atteggiamento da parte di Retiambiente decisamente incomprensibile.
Avevamo scritto a Retiambiente in data 11/09/2021 chiedendo approfondimenti sulla ipotesi di fusione tra le società ERSU e SEA Ambiente, ma le risposte continuano ad essere evasive e fuorvianti, e ciò ci rafforza sempre più nella determinazione già evidenziata di un parere negativo al momento da parte del Comune di Forte dei Marmi su tale proposta.
Una fusione tra due società si può fare quando c’è trasparenza e tutte le situazioni che possono definirsi equivoche siano state eliminate, ma nel caso specifico non siamo in tale condizione, anzi, a noi pare che siamo decisamente all’opposto.
Basti pensare al fatto che SEA Ambiente ha stipulato un contratto con SEA Risorse per la raccolta dei rifiuti e tale contratto scade nel 2050! Come si può realizzare una fusione tra ERSU e SEA Ambiente se prima non si è chiarito (revocando il citato contratto) il rapporto tra SEA Ambiente e SEA Risorse? SEA Risorse che peraltro contiene al suo interno un socio privato.
Il rischio che noi intravvediamo in questa ipotesi di fusione così a la carte che viene proposta, è che in mancanza della trasparenza necessaria, si rischi di aprire una nuova azienda che incorpori situazioni infettanti che giocoforza creerebbero difficoltà di percorso che come sempre si riverbererebbero negativamente sulla funzionalità della nuova azienda e anche sui cittadini con aumenti dei costi e quindi delle tariffe.
Proprio in attuazione della citata trasparenza, con mail dell’11 novembre scorso, abbiamo chiesto a Retiambiente che ci venga consegnato il parere redatto nel 2018 dall’Avv. Frati relativo ai rapporti tra SEA Ambiente e SEA Risorse, in modo da poterlo valutare adeguatamente: trasparenza significa mettere tutti i soci (Comuni) nelle condizioni di avere tutte le informazioni necessarie per una valutazione oculata che permetta di attuare il ruolo di tutela dei propri cittadini, e noi vogliamo questo, ma purtroppo, nel caso specifico, non veniamo messi nelle condizioni di svolgere compiutamente tale mandato.
Vogliamo augurarci che anche i comuni a noi contermini (ma diremmo tutti i comuni compresi in Retiambiente) valutino questi aspetti e chiedano (come facciamo noi da tempo) il massimo della trasparenza e quindi di essere messi nelle condizioni di poter analizzare in dettaglio tutti gli atti che Retiambiente deve assumere e che potrebbero avere riflessi negativi per le popolazioni amministrate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al riguardo ci stimola il fatto che altri comuni importanti (leggasi Pisa e Cascina e forse altri ancora), seppur guidate da coalizioni politiche diverse (una cdx e l’altra csx -mentre noi siamo una civica-) comincino a porre interrogativi puntuali, nel precipuo interesse dei cittadini amministrati, superando nei fatti le eventuali diversità di appartenenza politica.
Nel contempo siamo venuti a conoscenza dalla stampa del fatto che la stessa Retiambiente provvederà alla bonifica dell’Inceneritore del Pollino.
Questa notizia ci trova consenzienti (perché finalmente si procede ad una bonifica ambientale), nel contempo ci poniamo un interrogativo di natura economica: come verrà finanziato tale intervento? Non vorremmo che tale intervento (che ovviamente comporterà per Retiambiente un aumento di costi) provocasse un aumento delle tariffe per i cittadini.
Crediamo che sarebbe stato più idoneo un intervento diretto della Regione Toscana all’interno del suo piano economico di investimenti evitando rischi di aumenti tariffe per le cittadinanze locali.

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