REQUIEM DI MOZART ALLA CATTEDRALE DI SAN MARTINO CON L’ORCHESTRA FILARMONICA TOSCANA DIRETTA DA ANDREA COLOMBINI
Appuntamento per sabato 12 ottobre alle 21, raccolta fondi per l’Ufficio missionario diocesano 
Un concerto straordinario per l’apertura del “Mese Missionario 2019”: è quello in programma questo sabato – 12 ottobre – alle 21 nella Chiesa Cattedrale di San Martino, a Lucca. Un evento fuori dal comune pretende un grande spartito per la serata e, per questo, l’Orchestra Filarmonica Toscana, diretta da Andrea Colombini, eseguirà il Requiem di Mozart KV 626 (per Soli, Coro e Orchestra). L’appuntamento è realizzato dal Puccini e la sua Lucca Festival, grazie al contributo e patrocinio dell’Orchestra Filarmonica di Lucca e del suo Presidente, Gianfranco Barrago: i fondi raccolti verranno destinati ai progetti dell’Ufficio Missionario Diocesano di Lucca.
Dentro una cornice maestosa e solenne, dunque, andrà in scena la musica del genio di Salisburgo. Un concentrato di arte, cultura e bellezza troppo importante e che, per questo motivo, verrà reso fruibile davvero per tutti, grazie ad un ingresso totalmente libero e gratuito ad una serata clou.
Sul palco, insieme a Colombini e all’Orchestra, saliranno i solisti Francesca Maionchi (Soprano), Laura Brioli (Alto), Michael Alfonsi (Tenore) e Niccolò Casi (Basso), affiancati anche dal Coro dell’Università di Pisa (diretto da S. Barandoni). Un’occasione, quella di sabato, anche per assistere con curiosità al debutto dell’Orchestra Filarmonica Toscana, nuova importante entità che raggruppa molti talentuosi giovani sotto la guida delle prime Parti dell’Orchestra Filarmonica di Lucca, che poi si specializzeranno nel repertorio lirico sinfonico. “L’occasione di una vita – commenta Colombini – per celebrare in un luogo così importante per la città il più grande compositore esistito e la sua musica. Siamo felici di poter contribuire a questa operazione culturale e sociale della curia arcivescovile di Lucca a sostegno dell’Ufficio missionario diocesano ed aspettiamo una risposta corale da parte della città, perché raramente cultura e beneficenza si coniugano a livelli così alti”.

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