REPLICA E PRECISAZIONI di PIETRO RAFFAELLI

Ci risiamo! Puntuale un’altro articolo di stampa ( Il Tirreno del 15 Ottobre) ripropone  la mia vicenda(cosa purtroppo non nuova) senza minimamente spiegare la vicenda ,il punto giudiziario della stessa, citando come sempre in questi casi”amonime”fonti della prefettura,della procura e della gdf tutti prodighi nel fornire informazioni riservate,parziali e soprattutto relative a sentenze, decreti ed ordinanze non definitive. Il tutto senza mai sentire il bisogno di sentire i diretti interessati.
Tutto ciò premesso cerco di fare una breve cronistoria:
1) la mia vicenda giudiziaria nasce nel lontano 1994 durante il periodo in cui   svolgo il praticantato per il conseguimento dell’abilitazione allo svolgimento dell’attività legale presso uno studio legale di Massa;
2 ) cliente di tale studio è anche Giancarlo Corbelli indagato dalla procura di Massa per aver fornito scafi veloci ad organizzazioni criminali  dedite al contrabbando di tabacchi sulle coste pugliesi;
3) in tale inchiesta vengo indagato per concorso in associazione con il Corbelli più altri per aver fornito competenze legali e suggerimenti utili a tale scopo;
4) successivamente ad un intervento della procura di Bari e conseguente richiesta di regolamento di competenza in Cassazione l’inchiesta passa alla procura di Bari e la mia imputazione di concorso in associazione si trasforma in concorso in associazione mafiosa;
5) mi ritrovo a fare un processo con oltre 80 imputati a vario titolo con una prospettiva di non riuscire a trovare una via d’uscita in tempi ragionevoli atta a far valere le mie ragioni;
6)è in questo contesto che i miei avvocati prof. Palumbo e D’ascola mi consigliano di valutare l’opportunità di chiedere un patteggiamento visto il tempo trascorso(siamo ormai nel 2005) e soprattutto visto che nei miei confronti nulla di quanto ipotizzato all’epoca emerge. Il ragionamento ipotizzato è semplice:se il PM è d’accordo proponiamo al Gup un patteggiamento con derubricazione contestuale delle originarie imputazioni da associazione di stampo mafioso e riciclaggio a favoreggiamento reale e personale. Così avviene e il GUP di Bari dott. Leonardi pronuncia nel dicembre 2006 sentenza di patteggiamento previo parere favorevole della procura di Bari con pena di un anno di reclusione(pena sospesa) e derubricazione delle originali imputazioni da associazione mafiosa e riciclaggio a favoreggiamento reale e personale;
7)nel mese di maggio 2007 ho proposto poi ricorso per cassazione avverso tale sentenza evidenziando come tale sentenza fosse incorsa in violazione di legge nella parte in cui aveva affermato che non sussistevano le condizioni per emettere una sentenza di proscioglimento ex art.129 cpp in quanto,al momento della pronuncia della sentenza di patteggiamento ex art. 444 cpp era già maturata la prescrizione di entrambi i reati in contestazione così come qualificati in sede di patteggiamento. In data 30/01/2008 la VI sezione penale della Cassazione ha,non solo rigettato il ricorso da me proposto,ma addirittura riqualificato tali reati come da precedente imputazione con la ovvia conseguenza che i termini di prescrizione non potevano ritenersi maturati e con la conseguenza di venire a trovarmi condannato per un reato associativo,senza aver avuto nessuna possibilità di difesa ed anzi avendo rinunciato a tre gradi di giudizio. Tutto questo mentre il processo di cui ero inizialmente parte e da cui ne sono uscito per richiesta di patteggiamento è ancora in corso in primo grado a Bari nei confronti di Corbelli più altri,decorsi ormai oltre 24 anni dal momento in cui sarebbero stati commessi tali reati, con la ovvia conseguenza che io mi trovo condannato per un reato associativo senza sapere con chi mi sarei associato!
8) a completamento di questa prima parte è per me opportuno ricordare come tale sentenza possa configurare una conclamata violazione dei principi del giusto processo ed una aperta violazione di quanto configurato nell’art. 6,par. 3 lett. a) e b) della convenzione europea dei diritti dell’uomo presso cui è pendente il mio ricorso in quanto l’equo processo impone che l’imputato,una volta informato dell’accusa e cioè dei fatti e della qualificazione giuridica ad essi attribuita,debba essere messo in grado di discutere in contraddittorio su ogni profilo che li investe. Cosa che è sotto gli occhi di tutti non è avvenuta in quanto la corte di cassazione si è limitata a riqualificare i fatti a me ascritti solo al momento della deliberazione della sentenza, senza tuttavia instaurare alcun contraddittorio né disporre alcuna informazione a mia tutela;
9) veniamo ora alle conseguenze di una tale sciagurata sentenza. In attesa che la CEDU si pronunci la procura di Lucca ha contestato a me e ai miei familiari in concorso  prima i reati di cui agli artt. 110 e 112 n.2 Cp r art.12 quiquies legge 7 agosto 92 nonché gli artt. 30 e 31 della legge 13 settembre 1992 n.646 capo b procedendo al sequestro preventivo di tutti i beni e utilità intestati a me o ai miei familiari.Tale processo si è concluso con sentenza in abbreviato del GIP del trib.di Lucca in data 22/7/15 che ha sentenziato di non doversi procedere perché il fatto non sussiste. Tale sentenza è stata opposta ed è pendente appello presso la Corte di appello di firenze;
10) ma in attesa della sentenza delle CEDU o dell’appello proposto non si potrebbe soprassedere da altre azioni? No. La procura di Lucca con la DIA di Firenze hanno proposto l’applicazione nei miei confronti di una misura di prevenzione perchè soggetto pericoloso (sempre a causa della stessa sentenza di cassazione) che si è concluso con un nuovo decreto di sequestro in data 18/7/16,sugli stessi beni già oggetto di sequestro preventivo di cui al precedente procedimento penale conclusosi(sic! ) con una assoluzione ex art.530 c.1. Quindi non ovviamente contenti dell’esito del procedimento penale hanno pensato bene di procedere per decreto. Ovviamente anche su questo decreto pende ricorso in Corte di appello a Firenze. Faccio presente che il presupposto per l’applicazione di una misura di prevenzione è quello di una condanna per i reati di cui sopra rispetto ai quali c’è ad oggi una sentenza di assoluzione! Mi preme sempre per fare chiarezza e dare elementi di valutazione a quanti effettivamente interessati a comprendere che la sentenza del Trib.di Lucca del 22/7/15 dice anche testualmente che la riqualificazione effettuata dalla corte di cassazione tramite sentenza del gennaio 2008 esplica solo effetti interni finalizzati al rigetto della intervenuta prescrizione. Mi pare ovvio non solo che a qualcuno tale sentenza non piace ma si intende sterilizzarne gli effetto con artifici e scorciatoie di vario genere. Tutto questo perché? Non sarebbe normale aspettare gli esiti finali senza forzature e nel rispetto sostanziale delle sentenze che dovrebbero avere valore per tutti? No perché io sono diventato(mio malgrado) il maggior dispensatore di stelle, prebende,encomi più o meno solenni ma tutti utili a far carriera. Se la mafia non c’è si inventa! In questo modo pensate a quanta gente ha partecipato a proficue campagne antimafia e può scrivere sui propri curricula anche questo ulteriore merito! Ma vi ricordate l’intervista di Sciascia al Corriere della Sera quando parlando degli eroi dell’antimafia narrò di quel giudice che pur avendo diritto a ricoprire un determinato posto gli venne preferito un’altro perché ha nel proprio curriculum specifiche  professionalità nel settore dell’antimafia ?
Hanno colpito da oltre nove anni me e la mia famiglia sempre sulla base di quella sentenza di riqualificazione della Cassazione e senza alcun riscontro di natura fattuale!
11) e veniamo ai fatti attuali.Dopo il sequestro dei beni intestati ai miei familiari hanno cercato in ogni modo di distruggere tutte le attività che i miei figli avevano intrapreso con particolare riferimento all’agriturismo di Camporgiano che mai è stato né mio né nella mia disponibilità. Valga per tutto l’esempio relativo alla gestione dell’attività di assistenza dei rifugiati. Siamo in presenza di una totale e pervicace mistificazione dei fatti e della realtà. Tutti sanno o dovrebbero sapere che fino al sequestro 2013 i miei figli hanno gestito una attività agrituristica e che i migranti sono stati immessi in tale struttura dal custode giudiziale previo consenso del tribunale di Lucca. Tutto questo è stato fatto in danno della struttura che è gradualmente uscita dal mercato con ovvi vantaggi per altri soggetti interessati e andando a fare un’attività contraria ai propri scopi sociali,salvo poi oggi ,quando è stato distrutto ogni tipo di avviamento ed una operazione di scientifico sputtanamento è stata portata avanti con vari protagonisti più o meno consapevoli (chi non ricorda la vicenda delle pecore incaprettate?) e l’attività di assistenza ai migranti è gestita da soggetti terzi cui era stata affittata la struttura sulla base dello stesso schema introdotto dal custode giudiziale,apriti cielo! I miei figli non possono operare perché a loro non è attribuita nessuna colpa se non quella di essere miei figli,non possono neppure affittare la struttura se no anche l’affittante diventa mafioso, allora che fare ?
12) devo pensare che tutto questo avvenga per caso o c’è qualcuno che sta orchestrando tutta questa vicenda o ci sono interessi economici tesi a favorire altre strutture o altri soggetti anche nel campo dell’assistenza ai migranti? Qui si sta modificando il mercato con interventi esterni mirati che finiscono per destabilizzare completamente l’attività dei miei figli e drogare il mercato e la libera concorrenza. Penso solo una cosa:tutto questo succede in presenza di una sentenza di assoluzione. Se fosse stata una condanna? Ma se per caso il tutto finisce con una assoluzione che succede? Chi paga i danni materiali,morali e di immagine provocati?Ad oggi vige una sola regola:intanto massacriamoli poi se hanno ragione ci penserà chi viene dopo!Cerchiamo di trarre il massimo vantaggio dal ns impegno nel reprimere fatti di apparente o simulata natura mafiosa. Questa è la logica.
13) per venire poi al provvedimento interdittivo antimafia citato nel surrichiamato articolo. Ovviamente io non sono destinatario di nessun provvedimento di tale natura perché non posso esserlo in quanto “preposto” alla misura di prevenzione ma destinatari sono terzi che secondo l’incontrovertibile principio del virus hanno avuto contatti con me o direttamente o tramite altre persone che hanno avuto contatti con me e così via. Ovviamente sempre senza nulla motivare ma solo sulla base di una fede incrollabile. È chiaro che stanno facendo pratica sulla nostra pelle e si stanno esercitando avendo letto che da qualche parte avvengono fatti di questo genere, preclusi alla loro giurisdizione.  Vi ricordate Ponzio Pilato ? Volete Gesù Cristo o Barabba? Per loro è lo stesso.
Dottor Pietro Raffaelli 16/10/2016

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