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Prato (PO) – I Carabinieri della Compagnia di S. Margherita Ligure (GE) unitamente a quelli di

Lucca, al termine di una articolata e complessa indagine, hanno risolto il delicato caso della rapina

in abitazione registratasi in Capannori, località Segromigno in Monte, via Dei Bugni, la sera 13

dicembre 2015, procedendo questa mattina all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti

di un sodalizio di criminali di nazionalità cinese, dedita alle rapine nei confronti di connazionali.

Gli operanti, coordinati dalla dottoressa Elena Leone Sostituto Procuratore presso il Tribunale di

Lucca dalla Procura della Repubblica di Lucca, sono riusciti a tirare le fila del fatto che aveva

generato molto clamore ed allarme nella tranquilla località lucchese e che risultava alquanto

inusuale per la zona.

La sera del 13 dicembre 2015, intorno alle ore 18.30, i quattro rapinatori, di origine cinese,

approfittando dell’oscurità e del fatto che il padrone di casa apriva la porta per depositare la

spazzatura nel cassonetto posto nel giardino, si introducevano all’interno dell’abitazione armati di

pistola. Dopo aver aggredito, percosso brutalmente l’anziano imprenditore cinese, titolare di tre

magazzini per la vendita di articoli per la casa, lo immobilizzavano e imbavagliavano. Procedevano

poi a rovistare tutti gli ambienti della casa, posta su due piani e dove, tra l’altro, dimoravano anche i

dipendenti dell’imprenditore, asportando denaro, monili in oro, notebook ed effetti personali, ivi

compresi documenti, per un valore di 20.000,00 euro. Il padrone di casa, dopo circa 20/30 minuti,

riusciva a liberarsi e dare l’allarme attraverso i familiari. Sul posto interveniva immediatamente sia

il personale dell’Arma di Lucca che della Staz. CC di Lammari che, dopo le prime immediate

ricerche che davano esito negativo, effettuavano i rilievi tecnici del caso e la raccolta di notizie ed

informazioni avviando così le indagini, partendo dal definire l’esatta ricostruzione dell’evento e

dell’ambito in cui lo stesso era maturato. L’impressione avuta dalla vittima e dagli investigatori era

che i malfattori conoscessero con esattezza le abitudini delle persone che vivevano nella casa e

addirittura le abitudini di tutti i componenti del nucleo familiare.

Con un immediato scambio informativo, per una univoca azione di contrasto, gli investigatori locali

apprendevano dagli omologhi sammargheritesi che verosimilmente gli autori del fatto criminoso

potevano essere alcuni cinesi dimoranti in Prato, senza alcuna attività lavorativa, dediti proprio alla

commissione di rapine dello stesso tipo di quella rilevata e sui quali si stava già investigando.

Della notizia venivano informati i Pubblici Ministeri titolari delle indagini al fine di avere una linea

univoca d’azione finalizzata alla raccolta di incontrovertibili elementi di colpevolezza.

Il successivo monitoraggio con prolungati servizi di osservazione permetteva di raccogliere ulteriori

elementi a conforto dell’ipotesi investigativa, permettendo di individuare tutto il sodalizio

criminoso, caratterizzato dalla particolare efferatezza, modularità nell’azione, altissima mobilità e

difficile reperibilità, verosimilmente responsabile di numerosi altri delitti dello stesso genere. E

proprio per tale motivo, con lo scopo di interrompere la scia dei delitti commessi e per evitare la

commissione di altri colpi con possibili ulteriori e peggiori conseguenze per le vittime, sono stati

emessi dal P.M. genovese i provvedimenti di fermo nei confronti dei cinque malviventi individuati.

Dopo un prolungato servizio di osservazione, lo scorso 23 dicembre, a Bologna e Prato, è scattato il

blitz dei Carabinieri di Genova, condotto dall’Arma Sammargheritese, con la collaborazione e

supporto dei militari dei Comandi Provinciali Prato e Bologna, che ha portato all’esecuzione dei

provvedimenti nei confronti di: di C.Z. 25enne, W.Z. 44enne; Z.Z. 46enne, S.J. 23 enne, tutti

dimoranti in Prato.

Nel corso dell’attività, a seguito delle perquisizioni personali e domiciliari. sono stati rinvenuti e

sottoposti a sequestro tra l’altro: due pistole scacciacani, fedeli riproduzioni delle originali ed altro

materiale d’interesse, notebook e documenti sottratti nell’abitazione di Capannori.

I fermati, espletati le formalità di rito, sono stati associati presso le case circondariali di Bologna e

Prato a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Genova, davanti alla quale hanno risposto

immediatamente dei reati di “rapina, lesioni e sequestro di persona aggravati in concorso”.

In data 27 luglio 2016 il G.I.P. presso il Tribunale di Lucca ritenendo attribuibile senza ombra di

dubbio la commissione dei gravi delitti in capo ai 4 cittadini cinesi ha emesso la misura coercitiva

della custodia cautelare in carcere nei confronti degli stessi.

Si evidenzia che il gruppo criminale, grazie all’attività tecnica di vario genere (intercettazioni

telefoniche, raccolta del dna, osservazione, pedinamento e controllo degli indagati, analisi del

traffico telefonico, acquisizione immagini) ed attenta ricostruzione investigativa attuata sotto la

direzione e coordinamento – in primis – della Procura della Repubblica di Genova “Gruppo

Criminalità Organizzata e reati Distrettuali”, in raccordo poi anche con le procure di Reggio Emilia

e Modena, è stato ritenuto responsabile degli analoghi delitti verificatisi in data:

– 14 agosto 2015 Rapallo (operazione Sol Levante);

– 14 settembre 2015 in San Polo d’Enza (operazione denominata Arancia Meccanica)

– 25 novembre 2015 in Spilamberto.

Lucca, 01 agosto 2016

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