Rallenta nel 2019 il passaggio alle energie green

di Claudio Vastano

 

La transizione della produzione di energia da fonti tradizionali a quelle rinnovabili, come il solare e l’eolico, sta vivendo da alcuni mesi una fase di stallo. Fra le cause di questo blocco, un sensibile rallentamento nella generazione di energie pulite e l’andamento generale dei prezzi dell’energia (che, nella media, rimangono superiori a quelli degli altri Paesi europei). A ciò si aggiunge anche il fatto di non osservare una significativa riduzione nell’abbattimento della quantità di anidride carbonica immessa in atmosfera.

Nei primi mesi del 2019 l’indice Enea-Ispred (che stima la transizione energetica sulla base dei prezzi dell’energia, della sicurezze del sistema energetico e della decarbonizzazione) ha registrato un peggioramento pari al 5% rispetto all’anno precedente.

 

 

 

 

 

Situazione quasi paradossale la si osserva nei prezzi dell’energia, scesi e non di poco nel mercato all’ingrosso, ma che ugualmente si attestano attorno a valori superiori a quelli del I° semestre 2018. Il gas, ad esempio, è aumentato di un 10% per le industrie e dell’8% per le utenze domestiche, mentre l’energia elettrica ha fatto registrare un +7% in ambedue i settori (contro un +4% nel resto d’Europa).

“Nonostante la stagnazione dell’economia, l’arretramento della produzione industriale e il calo dei consumi di energia primaria (-1%), nei primi sei mesi dell’anno le emissioni di CO2 non sono scese, e ciò a causa della decisa accelerazione nel secondo trimestre (+4%)” ha spiegato Francesco Gracceva, il ricercatore dell’ENEA.

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