Puliamo il mondo”: 130 studenti hanno ripulito un tratto  del Parco Fluviale sporcato dai rifiuti di persone incivili

L’assessora Simi: “I bambini sono certamente il futuro, ma anche il presente. Felici di essere qui con voi”.

Mattinata di lavoro per l’ambiente.

130 alunni provenienti dalle primarie Giusti, Collodi e di Nave e dalla secondaria Carducci, accompagnati dai loro insegnanti, si sono ritrovati questa mattina (8 ottobre) sulla terrazza Petroni e armati di guanti e sacchetti hanno pulito alcuni tratti delle sponde del fiume Serchio, sporcati dall’inciviltà di chi ancora continua ad abbandonare i rifiuti anziché conferirli correttamente.

Puliamo il mondo”, la più grande iniziativa di volontariato ambientale organizzata in Italia da Legambiente, dopo lo stop imposto dalla pandemia è così potuta tornare a far sortire i suoi effetti positivi. Da una parte, appunto, la pulizia dai rifiuti: stamani i bambini e i ragazzi, aiutati dai volontari presenti, ne hanno raccolti riempendo decine di sacchi neri che sono stati ritirati da Sistema Ambiente. Dall’altra l’aspetto più propriamente educativo: impegnandosi sul campo i giovani e giovanissimi studenti hanno potuto infatti acquisire conoscenze riguardanti la problematica legata al degrado ambientale e alla modalità di recupero e riciclaggio dei rifiuti.

Alla manifestazione, che ogni anno viene organizzata dal Comune di Lucca, hanno preso parte anche l’assessora alle politiche ambientali Valentina Simi, Mario Lazzeri di Legambiente, Caterina Susini di Sistema Ambiente.

Siamo molto felici di essere qui con voi – ha detto Simi salutando i piccoli studenti – perché mentre con la PreCop26 ci si prepara alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, affrontando temi e concetti molto difficili legati alla sostenibilità ambientale, qui, stamani, mettiamo in atto buone pratiche e questo significa dare colore e contenuto concreto a questi concetti. I bambini sono certamente il futuro, ma sono anche il presente: assumere consapevolezza e riportarla nelle proprie case, fra parenti e amici, questo costituisce un formidabile moltiplicatore di buone pratiche”.

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