Spett.le

COMUNE DI PORCARI

alla c.a. Sig. SINDACO

Oggetto: Lavanderia L.I.C.

Egregio Sig. Sindaco,

 

anche noi siamo dipendenti della L.I.C. ma siamo quella parte che si firma, che crede nell’azienda e comunque che spera che l’azienda resti aperta e continui a dare lavoro.

Molte cose sono state dette e scritte, alcune vere altre completamente false, ma ciò che vogliamo qui ed ora è dissociarsi da quanti inviano lettere anonime alla stampa e ad autorità e istituzioni per gettare discredito sull’attività dei nostri datori di lavoro.

 

E’ vero: l’azienda è in arretrato col pagamento di alcuni stipendi (due mensilità e mezzo circa) ma quanto all’accordo di riduzione del 20%, questo è stato volontario, temporaneo (due anni, scadrà infatti il 30 novembre prossimo) ma soprattutto verrà restituito insieme al TFR, come è già accaduto ai nostri colleghi che si sono dimessi e che insieme alla liquidazione stanno ricevendo quanto accantonato.

 

Ciò che fa più male, o meglio è quasi insopportabile, è sapere che qualcuno con cui lavoriamo o abbiamo lavorato gomito a gomito ha interesse a divulgare in forma anonima notizie così infamanti, definendo addirittura “disonorevole” la presenza della L.I.C. sul nostro territorio. In passato abbiamo letto descrizioni di questa azienda come se addirittura fossimo costretti a lavorare in condizioni disumane o di sfruttamento: ebbene, tutto ciò è assolutamente falso!

 

Ci chiediamo quindi quale sia il secondo fine di questi colleghi e/o ex colleghi nel descrivere in modo così negativo l’operato di un’azienda che deve sì superare un periodo di crisi ma che fa di tutto per restare aperta e salvare i posti di lavoro, anche (guarda caso) proprio a quelli che invece vorrebbero vederla chiusa. Se si firmassero potremmo discutere ad armi pari, e vorremmo chiedere loro che ne è di tutti quegli stipendi riscossi regolarmente, delle indennità di disoccupazione ottenute grazie al lavoro stagionale alla L.I.C., e in quali altre aziende penserebbero di poter lavorare dopo, ovviamente a migliori condizioni o con maggiori tutele. E vorremmo sapere perché, come hanno fatto appunto alcuni, non se ne vanno. Si vede che alla L.I.C. non si sta poi così male, o che fuori per molti di noi, soprattutto donne, c’è poco o nulla di meglio.

 

La ringraziamo fin da ora per la sua attenzione e il suo impegno, chiedendole anche di voler far pubblicare questo nostro messaggio sui quotidiani locali che tanto puntualmente danno risalto alla meschina attività degli ANONIMI del “gruppo lic”.

 

Cordiali saluti

 

Share