PROGETTAZIONE MESSA IN SICUREZZA DEL FURETTO DI CALCAFERRO- PERCORSO ARCHEO_MINERARIO DELLE MULINETTE

 

Stazzema- Con la determina n. 286 del 20 settembre 2022 l’ente Unione dei Comuni della Versilia ha affidato il servizio di “progettazione e direzione lavori messa in sicurezza Furetto” di Calcaferro al dott. geol. Sergio Mancini .

 

Il tempo di consegna del progetto in sessanta giorni dall’aggiudicazione, per un importo non superiore pari a € 5.250,00 oltre cassa pari a € 105,00 per un importo totale di € 5.355,00, oltre bollo pari a € 2,00 comportante una spesa complessiva di € 5.357,00. Con questo affidamento di messa in sicurezza della piccola galleria di Calcaferro, in pratica l’”apriti Sesamo” del Parco archeominerario delle Mulinette (o Molinette) si va a risolvere una criticità presente nel percorso turistico ambientale ma anche una esigenza di sicurezza dei residenti in località Campi, che ogni giorno transitano dal furetto. La località Campi della borgata di Calcaferro ( fraz. di Mulina) è un gruppetto di case in alto sul versante sinistro del Canale della Radice, il corso d’acqua che si connota come voce mutante e suadente del percorso turistico e che in estate è alimentato per il 90% della sua portata dalle acque delle sorgenti naturali delle Mulinette, il toponimo da cui ha preso il nome il parco archeominerario.

 

 

Un richiamo turistico che sta iniziando ad essere meta continua di visitatori, specie in estate, e che sta producendo senz’altro dei benefici alle attività di ricezione turistica della frazione di Mulina, che negli ultimi anni, specie quelli contraddistinti dalla pandemia, non si connota più come borgo di passaggio degli escursionisti verso le Alpi Apuane ma anche come meta per visitare il parco delle Mulinette. Adesso diventa quanto mai impellente continuare a valorizzare il parco archeominerario recuperando il più possibile macchinari e manufatti che ancora resistono sul posto dopo lo sfacelo avvenuto con la chiusura della fabbrica di esplodenti, in particolar modo l’ingegnosa rete di canalizzazione delle acque attraverso cui si movimentavano i macchinari dell’ex polveriera Pocai. Parimenti, per dare un sostanzioso impulso turistico alla valle del Mulina, occorre riaprire quanto prima la chiesa di San Rocco, dove svolse il suo ministero la medaglia d’oro don Fiore Menguzzo, e progettare nei locali della canonica quel promesso spazio che onori con la memoria il sacrificio del clero versiliese, lucchese e pisano da chiamare Museo della Resistenza Evangelica.

 

Quindi bisogna puntare a incrementare il piccolo flusso turistico già in atto potenziando sia il vettore trainante della tematica ambientale che quello storico-religioso dell’ultima guerra e della fede popolare, considerando che nella valle del Mulina sono racchiusi in un raggio di pochi chilometri il Santuario del Piastraio, l’Oratorio della Madonna della Neve, la chiesina di San Rocchino, l’Oratorio della Madonna del Carmine oltre alle tre splendide pievi di S.M. Assunta (Stazzema capoluogo), di S. Sisto (Pomezzana) e di S. Michele Arcangelo (Farnocchia).
Giuseppe Vezzoni, 30.9.2022

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