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iciamolo chiaro, tanto per mettere i puntini sulle i: gli italiani non sono un popolo, un vero popolo, non lo sono mai stati e non lo saranno. Prima avevano bisogno di un Re, di un dittatore, poi di uno che gli facesse fuori il dittatore in nome di un’altra dittatura e infine hanno consegnato la Colonia Italia all inclusive agli USA. Nel mezzo a tutto questo una sorta infinita di politici, più o meno famosi, con il record storico di non aver mai portato a termine un mandato di Governo. Quando dobbiamo dimostrare che abbiamo combattuto per tutto questo, (olè), mettiamo in evidenza il trekking sulle montagne dei partigiani, che oggettivamente di eroico hanno avuto ben poco. Non fraintendiamo, alcuni di loro sono stati valorosi combattenti e si sono sacrificati per la Patria, ma la storia scritta dai vincitori ha nascosto troppi fatti per elevarli tutti ad eroi nazionali. Gli ultimi anni hanno mostrato, forse, il punto più basso della politica italiana, con i cittadini estromessi dal voto e un governo più o meno commissariato dall’Europa. I cardini e gli scogli a cui potevano aggrapparsi gli italiani durante la tempesta sono stati sistematicamente erosi, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Famiglia, scuola, lavoro e religione cattolica hanno subito un attacco senza precedenti lasciando gli italiani nel limbo dei valori. Un popolo senza valori e senza storia si governa molto più facilmente, se poi lo metti quasi alla fame il lavoro è completo. In questo quadro desolante mancava la ciliegina sulla torta, quel finale che riusciva a troncare le ultime resistenze e sacche di memoria. Quando si parlava di Nuovo Ordine Mondiale in molti sorridevano, ora ridono a denti stretti. Utili idioti di turno, inconsapevoli, sono stati i musulmani, che in poche decine di anni sono diventati lo spauracchio del mondo intero. Se qualcuno pensa veramente che l’ISIS sia un prodotto nato e cresciuto nel Medio Oriente può anche terminare la lettura, inutile sprecare altro tempo. In caso contrario possiamo affrontare il discorso profughi in maniera assai oggettiva.

AFRICA: 27 Stati e 182 tra milizie-guerrigliere, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti

ASIA: 16 Stati e 150 tra milizie-guerriglieri, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti

EUROPA: 9 Stati e 75 tra milizie-guerriglieri, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti

MEDIO ORIENTE: 8 Stati e 218 tra milizie-guerriglieri, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti

AMERICHE: 5 Stati e 25 tra cartelli della droga, milizie-guerrigliere, gruppi separatisti e gruppi anarchici coinvolti

65 Stati coinvolti nelle guerre e 652 Milizie-guerriglieri e gruppi separatisti coinvolti: in pratica una sorta di terza guerra mondiale. Ogni tanto tra una ricetta di cucina, due o tre bagasce che ballano e l’immancabile partitona domenicale, passano qualche immagine di guerra: quella che tira di più in quel momento, la scelta è ampia. Da tutto questo l’Europa ha dedotto che forse qualche profugo in fuga dai conflitti poteva esserci, ma era troppo complicato gestire la cosa, magari anche imbarazzante visto che in molti casi i profughi risultavano profughi per colpe anche nostre. Meglio lasciare tutto in mano alla delinquenza organizzata che sovente toglie le castagne dal fuoco anche se ha la brutta abitudine di non curare troppo il prodotto trattato. Risultato migliaia di morti nel Mediterraneo e persone lanciate allo sbaraglio in Italia. L’Italia, perchè solo una Nazione non Nazione e un popolo non popolo poteva produrre tale capolavoro. Inizialmente quando arrivavano i disperati sulle coste meridionali sembravano film di altri tempi, forse la maggior parte degli italiani pensava che Lampedusa fosse in Africa. Piano piano, viaggio dopo viaggio, morto dopo morto, i profughi, clandestini e company sono diventati migliaia, i centri di accoglienza esplosi e il governo ha preso una decisione. Accostare la parola decisione al governo italiano appare assai ironico, ma ogni tanto anche se strano una decisione viene presa. In questo caso il governo ha preso la famosa non decisione, quella che caratterizza l’Italia dall’inizio della Repubblica, peculiarità nel DNA degli italiani. Il governo non può imporre alle Regioni di ospitare i profughi, le Regioni non possono imporre alle Province di ospitare i profughi, le Province non possono imporre di ospitare profughi ai Comuni e la Prefettura non può imporre a nessun ente di ospitare profughi. Nessuno può imporre ma nel marasma generale tutti impongono. I Sindaci passano da Imperatori a uscieri nel giro di poche ore, secondo l’atteggiamento che la situazione richiede. Nel mezzo i profughi e i clandestini che per omologare hanno chiamato tutti migranti, visto che distinguere i richiedenti asilo politico dagli altri non è cosa semplice. Ormai sono banali numeri, ospiti a volte graditi a volte, spesso, no. Ricordarsi che sono esseri umani risulta un optional, come  è diventato uno sport nazionale scordarsi che gli italiani stessi sono mezzi profughi, in fuga dall’attacco economico dell’Europa che ha impoverito le famiglie. Le bollette del telefono e della luce diventano mensili in modo di dare la parvenza del risparmio, ma l’importante è che l’arbitro di turno non sbagli quel fischio altrimenti la fiamma della rivoluzione divampa. Io ne prendo 3, te 6, no 10, li mettiamo isolati, non nel centro storico, in periferia, l’integrazione dei profughi è perfetta: se poi gli metti una scopa in mano diventano parte integrante dell’Italia. L’italia offre soluzioni diversificate ai malumori dei cittadini: Renzi, per i progressisti, Alfano per i moderati, Grillo per  ribaltare il sistema e Salvini per chi vuole rusparlo. Una televendita senza diritto di recesso dove l’unica cosa certa è il risultato finale: comanda sempre il Nuovo Ordine Mondiale. 7, 11, 21, 35, 4, chi offre di più? L’occasione di affittare il tugurio di turno per la gestione dei profughi è sul piatto, idem se l’albergo ormai rende poco con i turisti. L’importante è l’integrazione, perchè come dice il Santo Padre anche Gesù ha lasciato la propria casa per sfuggire dalla persecuzione di Erode. La disoccupazione in Italia  sfiora livelli record, ma l’importante è parlare di integrazione: chi meglio di una persona che fugge da guerra, morte e miseria può insegnarci ad affrontare l’Italia futura?

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