Presepe vivente di Barga in tono ridotto per un altro Natale difficile

BARGA – In versione anche quest’anno limitata a causa dell’emergenza sanitaria si è svolto comunque, nonostante un nuovo Natale difficile alle porte, il Presepe Vivente di Barga: l’evento del genere più longevo che si tiene in Valle del Serchio, con oltre 30 anni di vita alle spalle.

 

Nessun figurante lungo il percorso sul quale invece sono passati la Sacra Famiglia accompagnata dagli zampognari e da alcuni pastorelli; dal Sacro Cuore il viaggio verso la Capanna di Betlemme attraverso le vie e le chiese di Barga, con un momento di riflessione davanti ai presepi disseminati nella cittadina e nelle sue chiese. In Piazza del Comune, dopo un peregrinare quasi solitario, l’incontro con tante persone, per lo più barghigiani,  che non hanno voluto mancare questo appuntamento.

 

Ad attendere la sacra famiglia la prima cittadina di Barga Caterina Campani e la rinata Filarmonica Luporini di Barga tornata ad esibirsi dopo due anni, grazie alla nuova direzione di Rossano Emili. Poi il viaggio è proseguito da via di Mezzo a via del Pretorio e da qui in Duomo dove, sull’aringo, era stato allestito un mini presepe vivente. Tanti mestieri di una volta legati alla tradizione della montagna e delle genti di Barga. La natività è stata annunciata come al solito dal suono delle campane mentre dal portone principale del Duomo, Giuseppe, Maria ed il piccolo Gesù Bambino si sono affacciati, poi salutati da tutti i personaggi del presepe ed infine dai Re Magi.

 

Il tutto davanti ad una bella folla di gente che ha seguito  la rappresentazione, accompagnata nel finale anche dai cantori della Community of Jesus di Barga. Una manifestazione alla fine diversa da quelle a cui era abituata Barga fino al 2019, ma sicuramente non meno intensa, anzi. Il presepe è sempre un simbolo di speranza e il presepe vivente di Barga, nella semplicità di quest’anno, è stato senza dubbio un bel messaggio di speranza e della voglia di ripartire di tutti i barghigiani.

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