Presentato il secondo Bilancio di Genere del Comune di Lucca

Uno studio realizzato in collaborazione con Leganet ALI – Atonomie Locali Italiane

È stato presentato presentato questa mattina nella sala della Pia Casa in via Santa Chiara a Lucca, il secondo Bilancio di genere del Comune di Lucca. Il documento, elaborato su dati del 2020, grazie al confronto con il precedente basato sui dati del 2011 è in grado di descrivere l’evoluzione della società cittadina in questi ultimi anni; ha quindi l’obiettivo di promuovere le pari opportunità fra cittadini e cittadine, assicurare una maggiore efficacia ed equità degli interventi dell’ente pubblico, partendo proprio da una base di dati che fotografa i bisogni o le disparità presenti. All’iniziativa hanno preso parte Francesco Battistini, Presidente Consiglio comunale di Lucca, Ilaria Vietina assessora alle politiche di genere Comune di Lucca, Cristiana Dell’Arsina, presidente della Commissione Pari opportunità del comune di Lucca, Maurizio Gazzarri e Lorenza Bonaccorsi di ALI – Autonomie Locali Italiane che hanno offerto agli uffici comunali supporto scientifico e coordinamento per la realizzazione dello studio.

Vietina: “Il bilancio di genere rappresenta una grande opportunità per leggere i bisogni della comunità, capire le diseguaglianze e  indirizzare le azioni dell’amministrazione”

 

La decisione di scegliere il bilancio di genere come strumento fondante delle politiche del nostro territorio è stata assunta dall’Assessorato alle politiche di genere fin dall’insediamento nel 2012. Il bilancio di genere è essenziale per noi al fine di comprendere e di esplicitare come le scelte che indirizzano la nostra attività e i finanziamenti che gestiamo ricadano sulla vita delle persone nella specificità della loro condizione di genere. La convinzione nasce dalla lucida consapevolezza che donne e uomini hanno ruolo sociale talmente diverso che ogni aspetto del loro vissuto ha un impatto diverso. Tali elementi vanno analizzati e compresi poiché, se non vengono elaborati, diventano cause di pesante segregazione e origine di disparità di genere e pertanto di iniquità.

Le donne costituiscono una realtà portante della società e non aggiuntiva ma la società risulta ancora fortemente asimmetrica: le condizioni di lavoro, il sovraccarico del lavoro di cura, fortemente sbilanciato, l’ aumento della violenza di genere ci dicono ancora oggi che esiste una condizione delle donne decisamente iniqua. Tutti gli aspetti si alimentano e si influenzano a vicenda, c’è forte interconnessione tra mancanza di lavoro, mancanza di autonomia e violenza domestica. L’utilizzo sistematico e non saltuario del bilancio di genere consente alle amministrazioni di realizzare percorsi di sviluppo sociale ed economico secondo equità.

Come nella edizione precedente anche questo documento – realizzato grazie alla collaborazione con Maurizio Gazzarri di Leganet – ALI – Autonomie Locali Italiane – prende in considerazione la situazione demografica, la composizione delle famiglie, le caratteristiche del personale del Comune di Lucca, la composizione della popolazione che accede ai servizi sociali e ai servizi scolastici, la presenza di donne e uomini nell’assetto istituzionale dell’ente e nelle aziende partecipate. I dati sul tema del lavoro sono riferiti allo stato di occupazione sul territorio comunale e i dati sulla partecipazione alle attività culturali iniziano una prima valutazione, come quelli relativi alla toponomastica. Su questi aspetti gli interventi realizzati non sono direttamente riscontrabili dai dati della gestione dei capitoli di bilancio in quanto afferiscono perlopiù ad iniziative con costi limitati o del tutto assenti. Si è operato secondo il principio e la prassi della trasversalità, realizzando iniziative diffuse rese possibili dal ricorso a diversificate voci di spesa, in particolare all’utilizzo di contributi per l’attività di associazioni del territorio finanziate dall’assessorato alle politiche formative e dall’assessorato alla continuità della memoria storica. Con le risorse attribuite all’assessorato alla memoria è stato possibile intervenire con incontri relativi al recupero della storia delle donne e alla valorizzazione di figure femminili e alla toponomastica. Con le risorse relative all’educazione e all’istruzione è stato possibile sostenere iniziative rivolte agli istituti scolastici e all’opinione pubblica in ogni fase del ciclo di vita, a partire dalla prima infanzia con l’intento di contrastare gli stereotipi di genere.

Il Piano educativo zonale della Piana di Lucca, di cui il comune di Lucca è capofila, persegue l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica e il disagio dei minori in tutte le sue forme e dal 2018 ha inserito la proposta di laboratori indirizzati a promuovere il superamento della disparità di genere in tutti gli ordini scolastici, coinvolgendo docenti, studentesse e studenti in attività di contrasto alla violenza di genere, toponomastica femminile , conoscenza di figure femminili del nostro territorio e della storia in collaborazione con le associazioni che partecipano al Tavolo delle politiche di genere e con un ruolo determinante della Commissione Pari opportunità che è stata costituita per la prima volta a livello comunale nel 2014.

Nel confronto tra il bilancio 2011 e il bilancio 2020 si evidenzia un incremento significativo della spesa relativa all’area direttamente inerente al genere con un passaggio dalla cifra di 2000 euro a quella di quasi 60.000. Tale incremento è dovuto alla utilizzazione di risorse regionali indirizzate al contrasto alla violenza di genere e , nello specifico, al sostegno alla condizione abitativa e all’inserimento nel mondo del lavoro di un piccolo gruppo di donne, risorse che il comune di Lucca ha gestito come capofila per la Piana di Lucca , in collaborazione con il Centro anti violenza Luna.

E’ necessario infine sottolineare la particolarità dell’anno 2020 che è stato attraversato dalla emergenza pandemica che ha imposto una riorganizzazione dei servizi, in particolare i servizi sociali, i servizi educativi per la prima infanzia e i servizi scolastici relativi al sostegno del diritto allo studio, ed una rimodulazione del bilancio.

Ci soffermiamo in questa prima lettura su alcuni dati che indicano differenze significative, disparità nell’accesso ai servizi sociali: è netta la prevalenza delle donne nell’accesso ai servizi sociali non tanto per quanto riguarda la totalità dei servizi nel complesso quanto per alcuni in modo specifico, in particolare la prevalenza nel servizio di domiciliare diretta per persone in età anziana, 63,55%, come in quella indiretta e integrata, mentre è notevole la prevalenza dei maschi tra gli ospiti delle residenze , il 76,3% a confronto di un residuale 28,4% di donne. Da questi dati può nascere una riflessione relativa sia a dati sanitari che registrano una maggiore percentuale di non autosufficienza a carico degli uomini, sia a dati sociali che evidenziano una maggiore capacità di autonomia nelle donne in età anziana rispetto agli uomini.

Ancora rilevante sono le differenze per quanto riguarda l’accesso ai servizi di contrasto alla povertà: rispetto alla misura di sostegno per l’affitto abbiamo il 61,05% di donne, per quanto riguarda l’accesso ai buoni alimentari notiamo il 66,23% di prevalenza delle donne, e per il contributo economico per reddito minimo rileviamo il 71,49% di accesso delle donne. La riflessione su questi aspetti potrà indagare varie questioni: evidenziare la propensione delle donne a farsi carico di richieste che vanno a sostenere l’intero nucleo familiare, la loro maggiore capacità, di chiedere aiuto, prevalenza del rischio di povertà per le donne.

Il documento di bilancio di genere si presenta come una opportunità per avviare riflessioni diffuse e richiamare ad analisi che verranno operate in occasione degli incontri di presentazione, sia a livello istituzionale che in incontri di partecipazione sul territorio e con le associazioni di riferimento.

Ilaria Vietina – Assessora alle Politiche di genere

Share