PORCARI – “Snai/Inps: per i lavoratori non solo il danno (incalcolabile) ma anche la beffa (calcolabilissima)”.

Lo scrive in una nota il segretario della Fiom Mauro Rossi:

“In questi giorni l’Inps dovrà decidere se i 350 dipendenti di Snai Porcari, che applicano il contratto metalmeccanico, hanno diritto ad utilizzare gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione e contratti di solidarietà) oppure no. Per essere più precisi dovrà decidere se Snai possa essere inquadrata come industria o come attività di terziario e servizi: in questo secondo caso non si ha diritto ai classici strumenti indispensabili per cercare di risolvere, senza ricorrere ai licenziamenti, le situazioni di crisi come quella che Snai sta vivendo. Dalla decisione dell’Inps dipende, immediatamente e direttamente, il futuro di 62 dipendenti della nostra provincia.

Fin qui il danno, enorme, che potrebbe comportare l’eventuale decisione negativa da parte dell’Inps, in una situazione nella quale sarebbe, semmai, necessario trovare maggiori risorse e maggiori strumenti per cercare di governare processi economici e produttivi che continuano a manifestare evidenti difficoltà.

Ma c’è anche la beffa: la Società Snai (e con essa, in quota parte, anche i propri dipendenti) sono 15 anni che versa all’Inps i contributi dovuti per poter beneficiare degli ammortizzatori sociali. Sono 15 anni che l’Inps glieli lascia versare e li incassa.

Prendendo a riferimento una retribuzione media, un semplice calcolo dimostra che si tratta di un versamento di circa 225.440 € annui che, moltiplicati per i 15 anni totali di versamenti effettuati, portano ad una cifra di circa 3.381.000 €.

Possibile che per 15 anni nessuno abbia avuto niente da eccepire e che adesso si scopra che, forse, si tratta di somme impropriamente versate e che eventualmente sarebbero ristornate all’Azienda (in ogni caso soltanto gli ultimi 5 anni perché gli altri 10 sarebbero nel frattempo caduti in prescrizione)?

La vertenza Snai, che ormai dura da più di un anno, è già di per sé particolarmente difficile: non complichiamola ulteriormente con queste incapacità e rigidità burocratiche che se non avessero a che fare con la vita reale delle persone, sfiorerebbero il grottesco, Una soluzione può e deve essere trovata e tutti devono contribuire a trovarla. Le lavoratrici ed i lavoratori di Snai non ne possono davvero più”.

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