POLVERI SOTTILI: COSA FARE…..

In queste settimane di alta pressione, le centraline di rilevamento hanno certificato il superamento dei limiti previsti per le polveri sottili. Di nuovo si sono rese necessarie ordinanze comunali per la tutela della salute di noi cittadini, unico strumento in mano alle amministrazioni locali in grado di tamponare, spesso con scarsi risultati, la situazione. E’ chiaro che sono necessarie politiche di più ampio respiro, che coinvolgano anche la Valle del Serchio, sia perché gli inquinanti risalgono con i venti la valle stessa, sia perché le viabilità sono strettamente interconnesse e i caselli autostradali di Lucca e Capannori sono le uniche vie di accesso alla rete autostradale.

A seguito delle importanti opere infrastrutturali in programma nei prossimi anni, oggi più che mai abbiamo l’opportunità di una rivalutazione complessiva della mobilità nel Nostro territorio.

Uno degli obiettivi da finalizzare in questo percorso dovrà essere il deflusso più rapido possibile dei mezzi pesanti dalla piana verso la grande viabilità nazionale. La realizzazione degli assi viari va in questa direzione, raggiungere questo risultato dovrà essere uno dei punti centrali di chi è chiamato ad amministrare ai vari livelli. Il raddoppio della linea ferroviaria Lucca Firenze dovrà fornire un collegamento più efficiente con il capoluogo Toscano, dando finalmente ai pendolari un alternativa valida all’auto privata. Un ulteriore spinta alla riduzione della circolazione dei mezzi a motore potranno avere sia la realizzazione di nuove piste cilcopedonali che il potenziamento del trasporto pubblico locale. Su quest’ultimo punto le notizie riguardanti la gara regionale di affidamento del TPL non aprono prospettive incoraggianti. Il nuovo scalo merci dovrà progressivamente ridurre il ricorso alla gomma per la mobilitazione delle merci soprattutto per le grandi aziende, rendere concorrenziale il trasporto su rotaia è un obiettivo non più rinviabile che deve essere portato avanti prima ancora che localmente a livello regionale e nazionale.

Mi chiedo se però tutto questo sia sufficiente. L’urbanizzazione selvaggia degli ultimi 20 anni, spesso priva di una visione generale riguardante l’utilizzo del territorio rende complessa l’attuazione di politiche efficaci; i nuovi piani strutturali stanno provando a porre rimedio ai danni che dagli anni ottanta le diverse amministrazioni hanno causato al tessuto urbani e produttivo. Credo però che sia giunto il momento di fare un passo successivo: ad esempio è opportuno verificare se, oggi, siano sostenibili due caselli distanti meno di un chilometro e collegati da una viabilità ad alto scorrimento come quelli di Lucca EST e Lucca OVEST (un unicum a livello nazionale), o forse sia più utile valutare lo spostamento di uno dei due vicino ad un’area produttiva importante, con una conseguente riduzione del numero dei TIR sulla viabilità ordinaria. Mi chiedo inoltre se possiamo permetterci di poter prescindere ideologicamente dalle attività atte a ridurre la quota di inquinanti prodotta dall’industria. Credo sia necessario proseguire e potenziare la politica di ammodernamento degli impianti produttivi associata ad un corretto sistema di controlli pubblici sulle emissioni di inquinanti

Questi temi richiedono una politica in grado di farsi carico di risposte complesse che, spesso, superano la durata dei mandati amministrativi, una politica in grado di tenere insieme i diversi livelli comunali, che abbia una visione territorialmente più ampia, in grado di coinvolgere le popolazioni nella individuazione di politiche efficaci e sostenibili. Per questo anche il Partito Democratico è chiamato ad uno sforzo di apertura e confronto con la cittadinanza, nel tentativo di cercare risposte ad esigenze ormai non più rinviabili. Il dubbio che resta è se un partito che ha commissariato il comune capoluogo per paura di un confronto tra i suoi iscritti sarà in grado di fare uno sforzo di partecipazione così importante.

Cordiali saluti

Cristofani Pierluigi.

Responsabile ambiente PD Territoriale.

 

Share