POLLO FRITTO DELLA MI’ NONNA ADELE

Innanzi tutto la mì nonna Adele friggeva nella padella di ferro, battuta a mano da un fabbro di Castelnuovo Garfagnana, quelle padelle pesantissime col manico ad arco ed il beccuccio laterale per scolare l’olio a fine frittura, le padelle che potevano anche cucinare appese al servo direttamente nel focolare .
Non c’è niente di meglio che friggere in una padella del genere, poi la manualità delle nonne e l’amore che mettevano nel cucinare facevano il resto.

Cominciamo col prendere un bel pollo giovane dal vostro amico contadino, lo suddividete sapientemente in piccoli pezzi e lo metterete per una notte in uovo sbattuto, sale e pepe.

Prendete la vostra padella e metteteci dell’olio di semi (ahimè ma è più adatto) di buona qualità, abbondante, il pollo ci deve nuotare dentro, passate in pane grattugiato il vostro pollo imbevuto d’uovo, poi passatelo ancora nell’uovo e nel pane grattugiato (potete anche infarinarlo con farina bianca poi ripassarlo nell’uovo poi nel pane grattugiato) e mettetelo a friggere nell’olio bello bollente badando che non bruci subito ma cuocia.

Servite ben caldo assieme a delle verdurine lessate e fritte dopo che il pollo è pronto.

Mia nonna faceva una doppia panatura di pane grattugiato (e la faccio anch’io perché mi piace di più e viene bella croccante) perché aumenta di volume e tutti i trucchetti servivano per poter sfamare le 14 bocche della famiglia.
Il pollo poi veniva messo ad asciugare nella carta gialla o cartapaglia voi potete servircelo nella carta o in cartoccini di porzione.
FONTE EZIO LUCCHESI

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