Il rapporto della Caritas sulla povertà in Italia: più poveri a causa del Covid. Una soluzione indicata dall’ente confessionale della CEI è quella di “riordinare” il Reddito di cittadinanza.

Più poveri in Italia a causa della pandemia: il rapporto Caritas 2021

Un milione di poveri assoluti in più. È questo quello che racconta il report della Caritas: Rapporto 2021 sulla povertà e l’esclusione sociale. A causa della pandemia sono aumentati sensibilmente i poveri in Italia, con una maggiore concentrazione al Nord.

Il Covid e la pandemia globale hanno portato alla luce le forti disparità tra i privilegiati e chi a stento riesce ad arrivare a fine mese. Dallo scoppio della pandemia la Caritas ha infatti prestato soccorso a 1,9 milioni di persone, davanti a questa situazione la Caritas indica una valida soluzione: il riordino del Reddito di cittadinanza.

Povertà in Italia: i dati del rapporto della Caritas

Una situazione preoccupante che spesso nasconde storie di povertà minorile. È questo l’allarme lanciato dalla Caritas nel suo rapporto. I dati raccolti non sono irrisori e rivelano una situazione della povertà in Italia del tutto “inedita”. Nel 2020 la rete Caritas ha soccorso circa 1,9 milioni di persone. Di questi il 44% delle persone si è rivolta all’ente per la prima volta, senza particolari differenze tra italiani e stranieri.

Da un punto di vista regionale tra i territori più colpiti si possono annoverare:

  • la Valle d’Aosta con il 61,1%;
  • la Campania con il 57,0%;
  • il Lazio con il 52,9%;
  • la Sardegna con il 51,5%;
  • il Trentino Alto Adige con il 50,8%.

I dati mostrano una situazioni in cui appare evidente una forte vulnerabilità culturale e sociale che impedisce la possibilità di fare il salto necessario per superare l’ostacolo. Dal 2021 il 70,3% dei nuovi assistiti del 2020 non ha fatto più ricorso ai servizi Caritas, lo studio però legge questo dato in maniera ambivalente: questo può essere interpretato come un segno di speranza, ma allo stesso tempo preoccupa il 29,7% di “nuovi poveri” che ancora continuano essere in grave difficoltà. A preoccupare infine è la situazione dei poveri “intermittenti”, circa il 19,2%, che oscillano ripetutamente tra la condizione di bisogno e non, collocandosi appena al di sopra della soglia di povertà.

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