Piano operativo in consiglio comunale per l’adozione: sintesi dell’intervento dell’assessora all’urbanistica Serena Mammini

L’assessora all’urbanistica Serena Mammini ha presentato questo pomeriggio (26 ottobre) in consiglio comunale la delibera di adozione del nuovo Piano operativo della città di Lucca. Dopo avere ripercorso le principali tappe che hanno portato fino alla proposta di adozione, l’assessora è entrata nel merito dei principali contenuti del Piano.

“Il Piano Operativo – ha detto Mammini –, insieme al Piano Strutturale, andrà a completare la strumentazione urbanistica della città. L’ultimo tassello sarà il nuovo Regolamento edilizio, che contiamo di portare a compimento entro la fine del mandato amministrativo. Il Piano è uno strumento in grado di gestire, in modo chiaro e univoco, gli insediamenti esistenti e governare i complessi processi di rigenerazione delle tante aree urbane bisognose di un nuovo disegno, di nuove funzioni e quindi di nuova vita. Aree che, grazie a un’attenta lettura urbanistica, potranno inserirsi nel contesto in cui si trovano in modo più armonico ed efficiente con progetti ad hoc per migliorarne la fruibilità e restituire alla città dotazioni ancora mancanti”.

“In questi mesi di intenso lavoro – ha proseguito – la pandemia, se ha rappresentato e sta rappresentando un problema, è stata anche, per certi aspetti, un’opportunità. Alla difficoltà di elaborare insieme un progetto organico con inedite modalità a distanza, ha fatto da contrappeso l’urgenza di intercettare bisogni che in una condizione di normalità non sarebbero emersi con altrettanta evidenza, e da qui è derivata un’ulteriore attenzione al valore dello spazio pubblico, dei luoghi all’aperto per l’incontro, per la relazione, per le attività didattiche e culturali. Un ripensamento anche degli spazi privati, per una città che faccia della qualità dell’abitare un obiettivo imprescindibile. In questo contesto, il vasto patrimonio edilizio esistente deve essere ristrutturato con politiche green e l’accesso ai bonus di efficientamento energetico per rifunzionalizzare le attività dentro i tessuti residenziali deve essere facilitato: una disciplina di gestione degli insediamenti che, in antitesi alla nuova edificazione e al consumo di suolo, offra ai cittadini e agli operatori una vasta gamma di possibilità di interventi per migliorare gli edifici secondo le esigenze di vita e di lavoro”.

L’assessora ha poi fatto cenno al tema della ‘cementificazione’ sollevato in questi giorni nell’ambito del dibattito cittadino: “Ho letto in questi giorni, e immagino ne sentiremo a breve riparlare, di cementificazione. Chiariamo subito che le aree dove sarà possibile edificare nei prossimi 5 anni dal momento dell’approvazione del Piano sono 17 per tutto il comune. Sono aree inserite in contesti di quartiere o frazione carenti a livello infrastrutturale, per esempio di spazi a verde fruibili o parcheggi. Alcuni di questi spazi sono stati inoltre oggetto di contributo da parte di privati cittadini che, a fronte della possibilità di un intervento dovranno restituire spazi di “città pubblica”, attrezzature quindi che potranno andare a migliorare la vivibilità di quelle aree. Questo per Lucca è un grande elemento di novità. Perché se in passato un disegno minimo di città pubblica era stato abbozzato, negli ultimi decenni lo spazio pubblico è stato per lo più prodotto di risulta, cosicché ci troviamo scuole senza parcheggi, o adeguati spazi verdi, un sistema di ciclabili che, seppur in questi anni sia stato sostenuto, non si è ancora completato, per cui ci sono parti di città che aspettano ancora”.

L’assessora ha fatto cenno poi al lavoro fatto dal Piano sul patrimonio storico, partendo da una “inedita campagna di schedatura” del sistema delle ville e delle grandi architetture isolate, ma anche delle corti e dei centri storici minori e al Piano dell’accessibilità urbana che ha scandagliato ogni via, ogni piazza del centro storico e che dovrà estendersi oltre le Mura “in modo – ha detto – da programmare gli interventi e da inserirli nel piano delle opere pubbliche per una città che persegue l’obiettivo del benessere ambientale, per tutti”.

“Dopo la stagione dell’urbanistica degli individualismi – ha concluso Mammini – Lucca sceglie un Piano concreto, che parla chiaro guardando in faccia la realtà, ancorato alle capacità di governo di un Comune da 90mila abitanti, non espansivo in termini di occupazione di nuove aree, ma nell’idea della città e nel potenziamento dello spazio pubblico.

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