Piano Cave: prosegue il lavoro sulle osservazioni

 

In commissione congiunta Sviluppo economico e Territorio e ambiente approfondimento della delibera di Giunta approvata lo scorso 3 febbraio  

 

 

 

 

Firenze – Continua il lavoro necessario all’approvazione del Piano cave della Toscana, adottato dal Consiglio a luglio 2019.

 

Le commissioni Sviluppo economico e Territorio e ambiente, guidate rispettivamente da Gianni Anselmi  e Stefano Baccelli entrambi del Pd, hanno approfondito stamani, mercoledì 19 febbraio, la delibera che la Giunta ha approvato lo scorso 3 febbraio e che contiene 171 osservazioni a loro volta suddivise in sub-osservazioni, per un totale complessivo di 813, in cui figurano anche quelle arrivate oltre il termine di 60 giorni stabilito per legge e quelle ai soli fini di Valutazione ambientale strategica (Vas).

 

Nel complesso le commissioni stanno analizzando 222 osservazioni di carattere puntuale

222 su aspetti e contenuti territoriali degli elaborati di progetto (20 richieste di inserimento di nuovo giacimento su nuova risorsa; 25 richieste di inserimento di nuovo giacimento su risorsa esistente; 97 richieste di modifica del perimetro del giacimento/giacimento potenziale; 66 richieste di eliminazione di giacimenti o giacimenti potenziali; 14 richieste di trasformazione da giacimento potenziale a giacimento

o viceversa); 16 richieste di modifica dei comprensori; 67 richieste di modifica degli Obiettivi di Produzione Sostenibile (OPS) assegnati a ciascun comprensorio; 268 richieste di modifica della disciplina di Piano; 108 richieste di chiarimento.

 

Il lavoro proseguirà con l’analisi dettagliata dell’istruttoria tecnica, già illustrata dall’assessore Vincenzo Ceccarelli, nel corso delle prossime sedute entrando anche nel merito di alcune osservazioni come fatto oggi da Lucia De Robertis (Pd) e dal vicepresidente della commissione Giacomo Giannarelli (M5S). La consigliera di maggioranza ha affrontato la richiesta di nuovo giacimento su nuova risorsa avanzata dal Comune di Chiusi della Verna, respinta perché l’area intercetta più corpi di frana. Il vicepresidente ha focalizzato l’attenzione in particolare sull’osservazione presentata dal Comune di Carrara, e parzialmente accolta, per tenere in considerazione la “problematica delle terre e dei detriti, già presenti all’interno delle aree estrattive, per la realizzazione di opere ingegneristiche temporanee che dovranno essere smantellate nel corso dell’attività di escavazione, che non dovrebbero essere conteggiate nelle percentuali di resa”.

 

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