Pianeta Terra Festival 2022: cos’è

In principio Dio creò il cielo e la terra. L’incipit più famoso della storia dell’umanità riguarda la Terra.

Siamo qui perché c’è una terra che ci ospita. La Terra è la casa della vita, e nonostante si senta spesso dire che in un universo infinitamente grande la vita debba, necessariamente, essere molto diffusa, per ora e in attesa di improbabili sviluppi, l’unico luogo dell’universo in cui la vita prospera è proprio il nostro meraviglioso Pianeta. Non dappertutto, ma soltanto in un sottilissimo strato che da più o meno 10.000 metri sotto il livello del mare arriva fino a 10.000 metri al di sopra di esso.

Questa sottile epidermide di 20 km che circonda il nostro Pianeta è l’unico luogo che conosciamo in cui sia presente la vita. La cosa non dovrebbe essere trattata come irrilevante. Ritenere la vita qualcosa di comune, e quindi consumabile, è, infatti, uno dei problemi della nostra specie. Siamo circondati dalla vita e crediamo, per questo, che sia materia senza valore. Diamo finalmente un valore all’aria o all’acqua, ma non alla vita.

Viviamo nel paese del mondo con la più alta concentrazione di beni artistici. Potremmo dire che per noi italiani le meraviglie dell’arte siano merce piuttosto comune, eppure a nessuno di noi verrebbe mai in mente di radere al suolo il centro storico di uno qualsiasi delle nostre centinaia di borghi. La legge, comunque, non ce lo permetterebbe. Non vedo perché il patrimonio biologico del nostro Pianeta dovrebbe avere minori tutele. Ci disperiamo per la scomparsa di una singola irripetibile opera d’arte e dinnanzi alla distruzione di interi ecosistemi non battiamo ciglio. Eppure, quegli ecosistemi erano costituiti da migliaia di specie, irripetibili anche loro, e vive. Dall’invenzione dell’agricoltura ad oggi l’uomo ha dimezzato il numero di alberi presenti sul Pianeta e contribuito all’estinzione di innumerevoli specie viventi. Siamo nel bel mezzo della sesta estinzione di massa; a causa dei nostri comportamenti, il tasso di estinzione delle specie procede a velocità mai registrate prima. E ognuna di queste specie che scompare ha un effetto fondamentale sulla rete della vita, le cui conseguenze non possiamo prevedere.

Può sembrare stravagante, ma tutto su questo Pianeta è influenzato dalla vita. La Terra è la Terra perché è viva. I fiumi, i mari, il clima, le scogliere di Dover, il travertino sono frutto della vita. Chiamare il nostro Pianeta “Gaia” considerandolo un unico grande essere vivente non è affatto una teoria naif, quanto un serissimo modo di interpretarne il funzionamento. Così, quando tagliamo una foresta, cancellando per sempre ecosistemi delicati che avevano impiegato milioni di anni a trovare un fragile equilibrio, mettiamo in atto trasformazioni i cui esiti finali non sono mai prevedibili.

Tutte le aree dell’Africa centrale in cui fra il 2004 e il 2015 si è diffuso il virus Ebola erano state interessate da un fenomeno di deforestazione frammentata che, creando un’estesa e frastagliata linea di separazione tra zone ricoperte da foreste e quelle che ne erano state private per far posto a piantagioni di alberi da frutta, ha permesso il passaggio della malattia da scimpanzé, gorilla, pipistrelli della frutta, antilopi, istrici, ecc. all’uomo. Vi ricorda qualcosa? È sempre difficile prevedere cosa si modifica agendo su un sistema complesso. E non c’è nulla di più complesso e delicato della nostra Terra. Custodirla al meglio delle nostre possibilità dovrebbe essere il compito primario dell’umanità. Stiamo, al contrario, facendo di tutto per danneggiarla irreparabilmente. Bruciamo combustibili fossili, deforestiamo per dare spazio ad agricoltura e allevamenti intensivi. Consumiamo a tassi crescenti risorse che non potranno mai più essere ricostituite. Azioni che stanno provocando un continuo innalzamento della temperatura media del Pianeta con conseguenti eventi climatici estremi e una irreparabile perdita di biodiversità.

La scienza è unanime: per preservare il futuro della nostra specie e di tutte le specie che oggi popolano la Terra, l’umanità deve ridurre le proprie emissioni del 45% entro il 2030 e raggiungere l’obiettivo net zero entro il 2050. Il futuro dipende dalle azioni e dalle strategie che adottiamo oggi.

Pianeta Terra Festival è rivolto a tutti coloro che vorranno esplorare questa nostra straordinaria casa comune e riflettere sui modi per preservarla e abitarla in modo sostenibile. Si parlerà di ecosistemi, di clima, di nuovi modelli economici, di energia, di agricoltura, di alimentazione, di sviluppo urbano, ma anche di nuove visioni politiche, sociali, filosofiche, antropologiche, artistiche.

È una manifestazione multidisciplinare in cui si confronteranno scienziati, economisti, architetti e urbanisti, scrittori, artisti, antropologi, politici, botanici, biologi, storici, giornalisti, medici, attivisti, filosofi, imprenditori, policy makers. Per affrontare la sfida ambientale, la più importante della nostra epoca, è necessario l’impegno di tutti sul piano, prima di tutto, culturale, di visione. È necessaria una rivoluzione economica, politica, sociale, culturale e industriale per perseguire l’obiettivo di un ambiente sano e di una società equa.

Una rivoluzione per la sostenibilità sarà perciò il titolo di questa prima edizione del Festival.”

Stefano MANCUSO
Direttore scientifico

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