Pescia Cambia “ Arrivano 8 nuovi alloggi popolari in via Ammannati, alla faccia dei demagoghi di professione, profeti di sventura”
 
Anche nell’ultimo consiglio comunale abbiamo dovuto ascoltare le solite dichiarazioni : “La maggioranza vuole mettere in crisi le case popolari a Pescia, tempi cupi per gli abitanti di quegli alloggi, siete irresponsabili” e via dicendo. Come sempre la demagogia, come capita spesso, non dorme mai!
Infatti, mentre in consiglio si disquisiva dei futuri disastri, la Spes, a dimostrazione delle strumentalizzazioni sopra citate, incontrava i tecnici comunali per definire la collocazione e il progetto, circa 1.100.000 euro, dei nuovi 8 alloggi che nasceranno in via Ammannati.
Altro riscontro di abbandono di Pescia, il nostro comune invece e’ uno dei pochi enti dove, per merito di aziende private e accordo con Spes e lo stesso municipio, un primo intervento del 110% su un intero condominio e’ già  stato realizzato.
Venendo poi alle decisioni all’ordine del giorno, il  comune era chiamato a coprire piu’ 280.000 euro di debiti fuori bilancio e circa 140.000 euro di aumento di capitale, previsti nel piano di risanamento presentato dalla stessa Spes.
La maggioranza non ha mai detto che non avrebbe partecipato al piano di risanamento ma che un impegno di questa portata per il comune di Pescia, il secondo in provincia, necessitava di ulteriori e pressanti chiarimenti, anche a tutela di chi avrebbe dovuto approvare un consistente debito fuori bilancio.
In quel consiglio comunale si sono evocate tutte le calamita’ possibili, mancavano solo le cavallette, decreto ingiuntivo, danni erariali, blocco delle attivita’ non obbligatorie, a fronte di cosa, se non un rinvio al rientro a pieno titolo del sindaco, fra pochi giorni, titolato piu’ di tutti ad affrontare la questione e ad assumere impegni importanti per il comune di Pescia.
Comunque, cari colleghi, un danno, quello sicuro, erariale o non erariale ma sicuramente sostanziale e’ stato  fatto.
All’approvazione del piano di risanamento consegue l’adozione del contratto di servizio valido per 10 anni, che carica sul nostro comune una quota per il cosiddetto non riscosso dagli inquilini delle case popolari stimata fra i 50.000 e i 70.000 euro anni, proiettato sui 10 anni una cifra piuttosto consistente.
Ecco, da ora in poi non veniteci piu’ a parlare di bilancio !”
Pescia Cambia

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