Pesche, al via la stagione

Detto nelle settimane scorse dei problemi che avrebbe avuto soprattutto la frutta in quest’annata che è iniziata in maniera difficile – vedi i buchi di mercato ciclici sulle albicocche o la scarsa qualità delle ciliegie – quest’oggi possiamo sciogliere le riserve sulle pesche. Il caldo che già da un po’ impazza al Sud e più recentemente ha avvolto anche le regioni settentrionali ha concesso alle pesche buoni livelli di maturazione.SF0225747-2

Se anche non parliamo di quantità eccezionali, ma comunque nella norma, siamo in piena stagione per le pesche provenienti dal Centrosud, che arrivano finalmente buone, comunque accettabili per gli standard stagionali, al contrario di quanto non sia avvenuto fino agli ultimi giorni. Completano il quadro le varietà precoci che si iniziano a raccogliere anche al Nord (Emilia Romagna, Veneto, Piemonte); un settentrione che con il passare del tempo avrà anche a disposizione maggiori quantità di prodotto locale. Ci vorranno, infatti, un paio di settimane per le varietà più classiche, fino a un mese per le saluzzesi, tradizionalmente quelle che chiudono la campagna e si protraggono ad agosto inoltrato.

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In ogni caso possiamo iniziare a comprare pesche, anche le nettarine e le tabacchiere più schiacciate e decisamente delicate. Buona la qualità delle nettarine, quelle senza peluria (“nude”, si dice in piemontese: patanù) che scontano sempre il fatto curioso per cui il mercato europeo riconosce in esse un prodotto di seconda categoria quando in realtà sarebbero migliori. Se infatti sono “sporcate” sulla buccia da cospicui puntini bianchi il mercato ufficiale le tratta come una seconda scelta mentre questi puntini indicano alti gradi di concentrazione zuccherina che le rendono più dolci. Costeranno meno, come costano un po’ meno le più piccole: da un euro e cinquanta fino a due. Per le pesche più grosse e più “pulite” si arriva fino a due euro e cinquanta e anche tre euro al chilo, indifferentemente dalla varietà, siano esse le comuni, le nettarine (vanto emiliano romagnolo) o tabacchiere (dette anche saturnine). Ci sono anche le percoche, con la buccia verde-gialla, ma sono più interessanti per l’industria alimentare.

Fresche, sciroppate, in macedonia, con il gelato e in una torta: scegliete il vostro modo migliore per trovare sollievo dalla calura che inizia a farsi sentire. Già, perché ora si può dire sia davvero arrivata l’estate.

Carlo Bogliotti
c.bogliotti@slowfodo.it

Da La Stampa del 25 giugno 2016

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