Percorso della Memoria: una Via Crucis laica a Querceta nella giornata in ricordo delle vittime del terrorismo

Una Via Crucis laica nel giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo. Si terrà giovedì 9 maggio a Querceta a partire dalle ore 11 toccando vie e piazze intitolate a grandi personaggi rimasti uccisi nelle stragi di matrice mafiosa e terroristica.

Autorità, associazioni e studenti di prima media dell’Istituto Comprensivo di Seravezza si ritroveranno in piazza Falcone, Borsellino e Caponnetto, dove inizierà il percorso che avrà come seconda tappa la targa dedicata a Peppino Impastato. Seguirà un momento di raccoglimento anche in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale e prefetto ucciso dalla mafia nel 1982. La cerimonia proseguirà con la deposizione di una corona di fiori in piazza Aldo Moro e quest’anno si concluderà in piazza Ilaria Alpi, nei pressi della Casa dei Giovani, nel venticinquesimo anniversario della morte della giovane giornalista uccisa in Somalia. Un percorso simbolico nel cuore di Querceta che traccia un ideale quadrilatero con le Alpi Apuane e il mare dedicato ad alcune figure simbolo della lotta per la legalità, la giustizia e i valori fondamentali della Repubblica e della Costituzione.

«Questa Via Crucis laica, alla quale invito tutta la cittadinanza, rientra nel più ampio programma dell’Amministrazione Comunale di proseguire il Percorso della Memoria, sensibilizzando in particolare i più giovani», dichiara il presidente del Consiglio Comunale Riccardo Biagi. «Tuttavia, oggi questa iniziativa assume un particolare significato, alla luce del preoccupante rifiuto della conoscenza e del progressivo svilimento della nostra storia in atto da qualche tempo.

 

 

 

 

 

 

Riaffermiamo l’importanza dello studio della Storia nelle scuole invitando tutti ad aderire al manifesto “La Storia è un bene comune, salviamola” lanciato dallo storico Andrea Giardina, dalla senatrice a vita Liliana Segre e dallo scrittore Andrea Camilleri per ridare dignità all’insegnamento di questa materia. È un passaggio molto delicato da affrontare, che oggi si rende necessario soprattutto per far sì che il sacrificio delle donne e degli uomini che ricordiamo non sia stato vano e perché i giovani siano guidati dalla conoscenza e dallo spirito di giustizia e legalità».

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