Perché non creare un percorso turistico, seguendo le tracce della Lucca Romana?

 

Riflessioni sulla creazione di un parco letterario, visto il successo della Via Francigena (più o meno, come il resto, Summer Festival o Comix, piovuto dall’alto e da fuori)

 

di Daniele Vanni

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Io, ancorato ad un mondo che sta scomparendo, quello della cultura, sono sempre stato innamorato dei parchi letterari!

Ma non contento, ne ho elaborato il concetto stesso, costruendomi percorsi, reali ed immaginifici, che sulle onde di una serie di prose o poesie e delle tappe della vita di chi ne era l’Autore, sulle pagine e sull’esistenza di uno scrittore, “disegnassero” gite, viaggi, che hanno occupato ogni mia vacanza!

Esperienze interiori. Fatte solamente per noi. Non quelle vacanze fatte apposta per far invidia agli amici ai quali si propinavano migliaia di diapositive ed oggi post su Facebook a significare che, noi! in quel posto! ci siamo per davvero!

Non vacanze, ma viaggi che certo arricchiscono, solo chi la ricchezza non la concepisce in soldi, molto di più di andare a Sharm Sheik o a in resort che sono tutti eguali a Zanzibar come in Polinesia.

Così le mie vacanze, non moltissimee, ma non una di meno, sono stati percorsi culturali, alla scoperta di una civiltà (non a caso sono stato 11 volte in Grecia) o seguendo il filo rosso della esistenza di un artista, magari dalla casa di Vinci, fino ai castelli della Loira, passando per Milano dove Leonardo aveva una casa sui Navigli o a vedere la lanterna del Duomo alla quale lavorò, come alla “palla” del Duomo di Firenze e naturalmente passando da Uffizi e il Louvre, il capolavoro, anche se qualcuno gioca con il termine: “finestre”.

 

Purtroppo non ho fatto in tempo ad incontrami con Stanislao Nievo, geniale nipote di quello scrittore di storia ed interprete della storia, come dovrebbero essere sempre gli scrittori che fu il suo nonno Ippolito Nievo, scomparso nel 2008 e riscopritore moderno dei Parchi Letterari.

 

Avevo deciso, tanto tempo fa, e fatto i primi approcci per fare un articolo con lui, sulla scia di quello di cui stasera, mancandomi l’Autore dei Parchi Letterari italiani, ho assai rimpianto! ma il destino decise diversamente.

Delle tante storie delle quali avrei voluto parlare con lui, del suo nonno integerrimo, della conquista delle Due Sicilie, che porta sì a Garibaldi, ma anche in Garfagnana, a Mazzei, Crispi Antonio Mordini, già quest’ultimo fu Propretore della Sicilia, (dove i conti della Spedizione dei Mille proprio non quadravano e per questo in quell’isola bisogna tornare al tempo dei Greci, Cartaginesi e già i Romani con Verre qualche problema l’ebbero, proprio dopo Ippolito che finì stranamente in un battello colato a fondo, così come altre navi cariche d’oro si disse per finanziare quella spedizione erano colate a picco vicino all’Elba.

Ma soprattutto avrei voluto parlargli di una grande “parco” sul Pascoli, dalla Romagna fino a Castelvecchio, passando per Bologna…

 

Così pensavo perché Lucca non faccia perlomeno, se non un parco (non ha mai fatto neppure un serio scavo nelle profondità di una degli Anfiteatri romani più importanti al mondo!!!?) un percorso della Lucca Romana.

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Ad iniziare,, se si vuole, proprio dal Foro (alcuni indicano la zona di Piazza S. Michele che va verso Chiasso Barletti e a vedere cosa emerge dalle fondamenta della Chiesa…) il luogo dove si fecero trattative non meno importanti di quelle tra Di Maio e Salvini, confermando nel 56 a.C. il patto del Primo Triunvirato, e poi naturalmente la Domus Romana con quel ragazzo sul delfino dove suggerirei di proiettare qualche volta un film con Sophia Lore ed Antony Queen… per poi spostarci, in bici (magari se qualcuno mettesse a disposizione delle bighe…) fino a Massaciuccoli, dove purtroppo l’amministrazione da un paio d’anni non è più in grado (ma non si possono trovare sponsor come si fa per il calcio o i rally?) quella splendida manifestazione “romana” che atraeva qui, in uno spazio angusto, ma bellissimo, sostenitori dei Liguri o dei Romani che li deportarono forse in numero di 35.000 nel Sannio, vicino al paese di Padre Pio e di S. Filomena! Tutti con vestiti, tende, animali, officine ed anche banchetti perché non si vive di sola spiritualità, bellissimi, con fantastici oggetti, ed altrettanto spettacolari esibizioni di battaglie con legioni ed esperti Apuani ed Inguani nella guerriglia.

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Proprio qui, nonostante tutto, cioè nonostante le istituzioni, visto che non sono in grado di attirare investimenti industriali o di attivarne di nuovi, non riescono neppure ad incentivare quell’”industria naturale italiana” che si chiama turismo, sta avendo un discreto successo la visita dei resti della villa romana, vicina al porto di quel sistema che creava la Fossa Papiriana, in comunicazione attraverso il Serchio e l’Arno con quello straordinario ambiente lacustre e di palude, dal Bientina a Fucecchio, , dal Sibolla a Massaciuccoloi, devastato da scellerate “bonifiche” ottocentesche, piccoli imprenditori crescono intraprendenti commercianti come il simpatico livornese della “Tana Romana” che oltre a fare panini straordinari e affatto speciali (lo diciamo non per piaggeria o per avere uno sconto ogni volta che passiamo in bicicletta, dato che questo è percorso “naturale” senza che il comune locale faccia niente per proteggerlo o incentivarlo) ed una fornitura di birre (da quella del 5 e 5 introvabile a quelle più romane al farro) unica, fa anche cultura! Basta vedere le scritte latine, addirittura i dipinti pompeiani con i quali ha abbellito ed adornato il locale.

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Ecco giusto: punteggiare questo percorso, (perché si vorrà pure far sopravvivere anche qualche discendente attuale dei Romani che erano grandissimi commercianti!) vendendo qualcosa ai turisti qualche negozio nell’Anfiteatro di Lucca, le barche di S. Rossore, ormai gli etruschi-pisani non sono più nemici e più in là gli scavi del vero porto di Pisa che (crediamo di aver fatto una piccola scoperta!) dal tipo di navi costruite dette addirittura il nome a Livorno! E qui torniamo ai panini di Massaciuccoli.

 

 

Ma potremmo risalire anche al farro della Garfagnana che addirittura trae il nome da quello della famiglia romana…ma attenzione a non dirlo troppo forte, perché in un batter di ciglia, il Puglia, guerriero sindaco di Vagli è capace per far arrivare il percorso fino alle cave di marmo romano che impreziosirono non solo Roma ma tutti l Mediterraneo di fare, seduta stante, una statua di Giulio Cesare, con tanto di coltelli inflitti che alle donne di Garfagnana parrebbe tanto una Madonna dei Dolori!

 

E poi sù, sù, arrivare fino allo scoperta che io stesso ho fatto solo un paio di anni fa sui veri fondatori della Colonia romana di Lucca (nel 180 o forse l’anno dopo) e cioè la Gens Fabia la più religiosa di Roma, alla quale erano riservate le caste sacerdotali e le feste religiose più importanti, ad iniziare dai Lupercali e che improntò di sé, la “loro” colonia, dove trova facilissimo campo fertile la predicazione di S. Paolino, sbarcato a S. Piero a Grado assieme a S. Pietro e S. Torpè…

Insomma, materiale non manca! Se c’è la volontà un percorso turistico, da fare a piedi, in bicicletta o con piccoli bus, praticamente è pronto e, visto come vanno le nostre industrie, non è forse il momento di rafforzare quella sicura che ci resta, il turismo e magari quello di qualità?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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