Perché le seconde case pagano così tanto ​la bolletta elettrica?

Rita Dalla Chiesa ha denunciato la situazione su Twitter: il consumo pesa per meno della metà sul costo complessivo

Un consumo di energia di soli 12 euro, che sulla bolletta si trasforma in oltre 68 euro da dover pagare.

Perché l’energia nella seconda caso costa così tanto?

A denunciare la situazione è stata la conduttrice Rita Dalla Chiesa, che su Twitter ha postato la foto di una bolletta bimestrale, mostrando i sovraccosti e prendendosela con il Servizio elettrico nazionale, cui è legata. Dalla foto si capisce chiaramente che il consumo pesa per meno della metà sull’intero importo da pagare. Tuttavia, le aziende non sono responsabili delle bollette, che vengono emesse secondo regole decise dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, come spiega il Sole24ore.

La bolletta elettrica per la prima casa di una famiglia è formata dai chilowattaora consumati, dalla spesa del trasporto e degli oneri di sistema e dalle imposte. Ma le voci cambiano se la fornitura di energia riguarda una seconda casa, in cui non si risiede. Gli oneri, infatti, sono più elevati, perché i costi fissi sono maggiori per un’utenza di un non residente, in particolare quelli di sistema (destinati ad incentivare le fonti rinnovabili) e quelli che gli operatori devono sostenere indipendentemente dal consumo, come la rete di trasporto e la gestione del contatore.

Inoltre, dal 2016, è stato stabilito un riequilibrio del contributo pagato dal cliente, in base alla categoria: per questo chi possiede seconde case ha visto un aumento delle quote fisse.

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