PER NON DIMENTICARE, UN LIBRO QUANTO MAI CORAGGIOSO QUANTO MAI EMARGINATO NELLA SUA TERRA

La prima edizione del libro Per non dimenticare, piccolo ma grande nella ferma testimonianza civica, politica e sindacale custodita nelle pagine di vita di un seravezzino oggi ultranovantenne, ci fu recapitata nel 2014 per posta accompagnata da una lettera in cui l’autore, Fulvio Francesco Lorenzi, apprezzava nostri articoli e il libro Croci uncinate nel canale, definendolo “un’opera che andrebbe fatta leggere a molti e anche nelle scuole”.

Contraccambiamo sinceramente l’auspicio che il libretto Per non dimenticare – così definisce la sua opera l’autore – sia letto e onorato con una presentazione a Palazzo Mediceo, luogo simbolo della cultura seravezzina e quindi adatto per dare un tributo alla conoscenza delle peripezie esistenziali di un antifascista-sindacalista socialista, meglio definirle angherie, che hanno dovuto sopportare un seravezzino e la sua famiglia nel periodo del fascio e poi nel periodo post bellico della Repubblica, anche in quella rinascenza delle libertà e dei diritti in cui avrebbero dovuto primeggiare i valori della democrazia e della libertà politica e sindacale. Invece, dopo aver dato tutto se stesso al socialismo e all’attività sindacale a favore dei diritti dei lavoratori, dopo aver patito umiliazioni e sacrifici materiali e psicologici, il cittadino liberato dal fascismo, Fulvio Francesco Lorenzi, dovette di nuovo fare i conti con il licenziamenti e la discriminazione. Nell’ennesimo momento di difficoltà trovò sul suo cammino sia la delazione lavorativa per essersi connotato come paladino degli operai sia le porte sbarrate per la richiesta di un possibile aiuto, anche presso chi aveva sostenuto e che era giunto a ricoprire incarichi istituzionali ai più alti livelli della Repubblica.

La seconda edizione del libro, avvenuta nel novembre 2017, riprende e amplifica la storia di questo socialista-sindacalista “rimagnese”, ma è più corretto definirla la testimonianza. Essa documenta come un cittadino scomodo, fortificato nella sua convinzione di rivelare la verità “per non dimenticare,” sia riuscito ad aggirare il silenzio e il deserto che sono stati fatti attorno al suo libro/testimonianza.

In questa parte inedita la sorpresa di scoprire fra i tanti estimatori anche alcuni che evidentemente si esprimono bene ma razzolano male, servendo i discriminatori odierni. Stranamente tra gli apprezzatori del libro non c’è nessun sindaco della Versilia, mentre fra i primi cittadini spiccano quelli di Roma e di Torino, Raggi e Appendino, espressioni amministrative apicali del M5Stelle.

Per non dimenticare è un libro che evidenzia il coraggio del denunciare dell’autore ma richiede anche il coraggio a recepirlo e per gettare alle spalle le innegabili considerazioni di convenienza politica e personale che la pubblicazione comporta. Ciò spiega il silenzio e il deserto in cui è stato avvolto questo libro coraggioso, questa testimonianza amara e cruda, che tra l’altro motiva il distacco affettivo dal socialismo italiano e dalla politica avvenuto in Italia dal febbraio 1991, poi sfociato in Tangentopoli e nella fine della Prima Repubblica.

Serve coraggio e onestà intellettuale per mettere in risalto l’esperienza vissuta da Fulvio Francesco Lorenzi, che nel commento al libro fatto dalla figlia Silvia trova tuttavia l’apprezzamento più grande che possa ricevere un padre/autore che ha messo per iscritto la sua storia di vita: “il coraggio di lottare per qualcosa in cui si crede nonostante le avversità, l’onestà, la coerenza e l’amore verso il prossimo“. Questa è il riconoscimento più prezioso. Una lezione che i figli hanno imparato e saranno loro stessi maestri per insegnarla e tramandarla alla loro prole. Il silenzio e il deserto non potranno mai sovvertire questo dato di fatto, potranno solo impedire che questa lezione di libertà resti marginale e poco conosciuta, che i valori con cui è stata alimentata non siano conosciuti come dovrebbero, che non siano emulati. Infatti, è nel deserto che vaga spesso e volentieri la voce della verità.

Ogni tanto un cammelliere come Fulvio Francesco Lorenzi porta la certezza di questa voce nell’oasi mediatica di oggi, fra le dune di rena in cui si celano troppo discariche, troppi interessi di parte, troppe convenienze che la voce della verità metterebbe a repentaglio. E’ molto più facile far sembrare un miraggio libri come è Per non dimenticare, voci che rompono il silenzio del deserto ma rischiano di passare per fake news.

Giuseppe Vezzoni, addì 19.10.2019.

Share