Il processo di accentramento ed abbandono sei territori innescato dall’abolizione delle province, già anticipatamente in atto nella nostra regione per volontà del Presidente Rossi sta distruggendo il ruolo territoriale di Lucca quale polo amministrativo, di servizi e luogo di elaborazione  di progetti. Da almeno due anni, con ripetuti interventi, PER LUCCA pone al Sindaco Tambellini questi problemi non ricevendo risposta e purtroppo vedendo la drammatica mancanza di un’azione organizzata da parte del comune capoluogo per difendere gli interessi propri e quelli dei territori circostanti che, da secoli, in Lucca trovano un solido riferimento.

Lucca vede la demolizione del suo polo sanitario. In questi giorni andrà a compimento lo smantellamento del 118, con la perdita di oltre venti posti di lavoro, mentre  viene chiusa anche la ASL. Un minimo atto di riequilibrio all’interno dell’Area Vasta richiederebbe che almeno la sede della nuova maxi azienda fosse a Lucca, visto che a Massa esiste un centro di eccellenza come l’ospedale Pasquinucci, a Viareggio va il 118, Pisa ha il policlinico e vari insediamenti di ricerca del CNR, mentre Livorno un ospedale con molte più specialità di quante non ne restino a Lucca. In verità Tambellini ha almeno tentato di chiedere pubblicamente, dopo un nostro intervento, la sede ASL, ma allo stato attuale la sede legale, pur definita “provvisoria”, tanto per cambiare, si trova a Pisa e a Pisa si è insediato il nuovo Direttore. Eppure la sede dell’ASL di area vasta sarebbe anche uno dei pochi modi per utilizzare il vecchio ospedale Campo di Marte il cui degrado, in assenza di idee chiare, sta cominciando a manifestarsi. D’altro canto il modo in cui la Regione tratta Lucca e lo scarso peso del PD locale è anche dimostrato dalla vicenda dei parcheggi all’Ospedale San Luca, assai più costosi di quelli del Policlinico di Cisanello.

Drammatica l’assenza dell’Amministrazione Comunale di Lucca nel delicatissimo riassetto delle funzioni passate dalla Provincia alla Regione. Si tratta di settori chiave, dall’Agricoltura (che deve gestire milioni di fondi europei) alla progettazione comunitaria. Di fatto gli uffici sono diventati regionali, ma ci chiediamo se il Sindaco di Lucca si sia mosso per avere la garanzia chiara del permanere a Palazzo Ducale di tutte le funzioni relative al territorio della provincia, ovvero di Lucchesia, Garfagnana e Versilia. Solo in questo modo si garantiranno i livelli occupazionali in un centro storico che è sempre più svuotato. Il settore forestale è poi passato all’Unione dei Comuni della Media Valle, che ha sede a Borgo a Mozzano. Chiediamo dunque al Sindaco se si sia attivato per garantire la permanenza di un ufficio distaccato a Lucca o se non succederà che, per certe pratiche, i cittadini della piana dovranno recarsi a Borgo a Mozzano, eventualità questa che sarebbe veramente assurda.

Di notevole importanza per la città è poi la delicatissima questione dell’accorpamento delle camere di commercio. Anche qui si vuol imporre a Lucca di unirsi con Pisa e questo potrebbe voler dire esser destinati ad una posizione subalterna, cosa per altro inaccettabile visto il numero di imprese presenti nella nostra provincia. D’altro canto, con mossa intelligente, la Camera di Commercio di Livorno si è fusa con quella di Grosseto sfuggendo all’abbraccio mortifero con Pisa, realtà sempre protetta politicamente che non vuol rinunciare ad un ruolo preminente.

Ci pare che, al di là dei pochi buoni propositi, il Comune di Lucca sia di fatto incapace, sia di divenire guida del territorio, sia di avere un peso regionale che impedisca a Rossi di fare a pezzi il ruolo della città, cosa che avrà, in tempi brevi, un notevole impatto sull’occupazione e sul benessere dei cittadini.

fonte perlucca@outlook.it

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