Pensioni: aggiornati gli importi dovuti per la contribuzione volontaria (sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi). Qui la circolare INPS 33/2020.

Pensioni, importi contributi volontari 2020: circolare INPS

Pensioni, cambiano gli oneri dovuti per il versamento dei contributi volontari: l’INPS ha aggiornato i valori di retribuzione sui quali calcolare l’importo dovuto per determinare l’entità dei versamenti volontari effettuati nel 2020.

Come noto, il versamento volontario dei contributi è uno strumento molto utile per anticipare la data del pensionamento (e per aumentare l’importo dell’assegno). Grazie a questo strumento, infatti, chi ha cessato l’attività lavorativa può comunque assicurarsi il perfezionamento dei requisiti necessari per andare in pensione; allo stesso tempo si può incrementare il montante contributivo, così da aumentare l’importo del futuro assegno di pensione.

I contributi volontari, quindi, hanno la stessa valenza di quelli figurativi ma a differenza di quest’ultimi sono sempre a titolo oneroso; mentre i contributi figurativi vengono accreditati gratuitamente – ma su richiesta dell’interessato – dall’Inps, infatti, per il versamento dei contributi volontari ai fini pensionistici c’è un costo da pagare, il quale – come vedremo di seguito nelle nuove tabelle INPS – varia secondo il settore di appartenenza.

Pensioni, contributi volontari: i nuovi importi in vigore dal 1° gennaio 2020

Con la circolare 33/2020, l’INPS ha aggiornato gli importi previsti per la prosecuzione volontaria dell’assicurazione IVS nel periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020.

Per gli iscritti al fondo pensioni dipendenti il valore da prendere come riferimento è 3.538,91€: è questa, infatti, la spesa minima da sostenere per coprire un anno di contribuzione volontaria. L’importo scende per coloro che sono stati autorizzati alla contribuzione volontaria entro il 1995: per loro l’esborso minimo è pari – senza alcuna variazione rispetto allo scorso anno – a 2.988,77€.

Per i lavoratori dipendenti, quindi, l’onere da pagare è più alto rispetto al 2019: ciò è normale visto che ogni anno anche gli importi dovuti per la contribuzione volontaria vengono rivalutati (come avviene per gli importi stessi delle pensioni) tenendo conto della variazione dell’inflazione (aumento dell’0,5% nel 2020).

Pensione contributi volontari: come si calcola l’onere

L’ammontare del contributo volontario si ottiene moltiplicando la retribuzione di riferimento (ossia quanto percepito nelle ultime 52 settimane lavorative) per l’aliquota vigente per gli ex lavoratori dipendenti, pari al 33% (è del 27,87%, invece, per chi è stato autorizzato fino al 31 dicembre 1995).

In ogni caso, però, il contributo dovuto non può essere mai inferiore al minimale contributivo indicato dall’INPS. Questo per il 2020 è pari a 206,23€ e di conseguenza per ogni settimana contributiva bisogna versare un minimo di 68,06€ (per un valore complessivo di 3.538,91€ l’anno).

Ricordiamo che l’aliquota del 33% si applica anche a coloro che sono iscritti ai seguenti fondi:

  • evidenza contabile separata del FPLD (Autoferrotranvieri, Elettrici, Telefonici e dirigenti ex INPDAI);
  • Fondo dipendenti Ferrovie dello Stato S.p.A;
  • Pubblici dipendenti assicurati presso la CTPS.

Per gli iscritti ex-IPOST (fondo speciale dei postelegrafonici), così come per i dipendenti degli enti locali e della Sanità, l’aliquota di contribuzione è invece pari al 32,65%.

È importante ricordare, poi, che qualora la retribuzione di riferimento utilizzata per il calcolo dell’onere dovuto per il versamento volontario dei contributi risultasse superiore ai 47.379€ l’assicurato dovrà farsi carico anche di un’aliquota aggiuntiva pari all’1%.

Per coloro che rientrano interamente nel sistema contributivo – e quindi non hanno una contribuzione prima del 1° gennaio 1996 – il massimale (la soglia oltre la quale non sono dovuti contributi) è di 103.055€ annui.

Pensioni: contributi volontari per lavoratori autonomi

L’aggiornamento del minimale comporta una variazione, al rialzo, anche degli importi dovuti per la contribuzione volontaria da parte dei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS, per i quali l’onere si calcola:

  • liberi professionisti con P.IVA: 25% del reddito percepito negli ultimi 12 mesi antecedenti alla domanda di autorizzazione ai versamenti volontari;
  • altre figure (come ad esempio i collaboratori): 33% del reddito percepito negli ultimi 12 mesi antecedenti alla domanda di autorizzazione ai versamenti volontari.

Per il 2020 il minimale è di 15.953,00€; di conseguenza per i professionisti l’importo minimo per il versamento della contribuzione volontaria non è mai inferiore a 3.988,32€ su base annua, mentre per le altre figure non si può scendere sotto i 5.264,52€.

INPS: circolare 33 del 6 marzo 2020
Clicca qui per scaricare la circolare n° 33/2020 dove l’INPS indica i nuovi importi dovuti per la contribuzione volontaria.

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