Pensioni, ecco chi deve restituire l’assegno di quota 100

Chi non rispetta il limite di cumulo dovrà restituire gli assegni incassati con la pensione anticipata di Quota 100

Quota 100 a rischio per chi lavora prima dell’età di vecchiaia. Di fatto, come è noto, le finestre per l’accesso a Quota 100 sono abbastanza chiare.

La prima, quella del 1° aprile ha riguardato i dipendenti del settore privato. Poi, il 1° agosto ci sarà quella per i dipendenti del pubblico impiego. Chi ha scelto il percorso del pensionamento anticipato con la nuova riforma previdenziale dovrà però fare attenzione ad un aspetto non secondario: evitare il cumolo con redditi dall’attività di lavoro.

Chi ignora questo paletto dovrà restituire gli assegni previdenziali incassati con quota 100.

 

 

Come ricorda il Sole 24 Ore su questo fronte bisogna precisare un punto molto chiaro: è concesso il cumulo per il lavoro autonomo occasionale con una soglia massima nei dodici mesi di 5mila euro lordi. In un primo momento da questa soglia però erano stati tenuti fuori tutti quei redditi alternativi come ad esempio quelli che riguardano quelli di partecipazione oppure quelli incassati da un socio lavoratore di una srl in ambito commerciale. Ma attenzione: una nuova circolare Inps, la 11 del 2019, ha chiarito tutti gli aspetti di questa vicenda. Il divieto di cumulo viene esteso a qualsiasi reddito che possa essere collegato ad una attività lavorativa. Una precisazione che ha fatto scattare l’allarme su diversi quotisti. L’Inps infatti dovrà chiarire in che modo verranno effettuate le verifiche sulla cumulabilità. La violazione di questo paletto non comporta comunque la totale revoca della pensione. Ma di fatto vengono revocati tutti gli importi erogati nell’anno in cui è stato violato il cumulo con soglia di 5mila euro lordi. Dunque chi va contro questa norma dovrà restituire quanto incassato.

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