Pensioni, doppia beffa per la classe 1953

Pensioni, doppia beffa per la classe 1953

Pensioni, doppia beffa per la classe 1953. Via dal lavoro tra 2 anni

Scalone e rivalutazione: le lavoratrici penalizzatehttp://www.quotidiano.net/economia/pensioni-news-1.3630203

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Roma, 27 dicembre 2017 – Il balzo in avanti di un anno secco nell’età pensionabile per le lavoratrici dipendenti private penalizzerà principalmente le donne nate nel 1953 che, per un terribile gioco di incroci e requisiti, finiranno per poter andare in pensione di vecchiaia solo nel 2020. Mentre le nate nel 1952 sono di fatto quasi tutte in pensione, per effetto di un paio di eccezioni previste fin dal varo della riforma Fornero. Con il risultato complessivo che, nei prossimi dodici mesi, saranno pochissime le lavoratrici private che andranno in pensione di vecchiaia.

A queste conclusioni si arriva tirando un po’ di somme sugli intrecci tra regole previdenziali e classi di età. Ebbene, se anche nel corso del 2018-2019 fosse rimasta valida l’età prevista per il pensionamento di vecchiaia nel 2016-2017, 65 anni e sette mesi, le lavoratrici nate nel 1953 avrebbero raggiunto la soglia nel corso dell’anno che comincia e da agosto prossimo avrebbero potuto agguantare l’assegno. Il cambio in corsa, invece, finisce per produrre lo spostamento in avanti di un anno dell’età: dunque, al 2019, ma in quell’anno scatterà l’incremento per tutti a 67 anni. Il che spingerà le nate nel 1953 al 2020, quando finalmente avranno raggiunto i 67 anni. Una doppia penalizzazione, insomma. Con beffa incorporata.

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