Pensioni anticipate e vecchiaia 2017: novità età uscita nati dal 1951 al 1967

Pensioni anticipate e vecchiaia 2017: novità età uscita nati dal 1951 al 1967
http://it.blastingnews.com/lavoro/2017/11/pensioni-anticipate-e-vecchiaia-2017-novita-eta-uscita-nati-dal-1951-al-1967-002167541.html

Quando potranno andare in #pensione anticipata o con le #Pensioni di vecchiaia e con quale assegno i contribuenti più prossimi all’età per la pensione, ovvero i nati tra il 1951 ed il 1967? E’ la domanda che si è posta l’Istituto Progetica che ha svolto una serie di simulazioni per calcolare l’età di uscita per le pensioni in vista degli aumenti del 2019, che peraltro avranno una cadenza biennale, e dei vari fattori che danno luogo all’uscita da lavoro, come l’aspettativa di vita, l’andamento economico e il coefficiente di trasformazione. Chi oggi ha tra i 50 ed ha superato i 60 anni vedrà allontanarsi l’età della pensione anticipata e di vecchiaia a costo, peraltro, di un assegno pensionistico sempre più basso.

Uscita pensioni anticipate e pensione vecchiaia 2017: ultime oggi età dal 2019

Con l’aumento dell’età di 5 mesi, sia per la pensione di vecchiaia (uscita prevista dal 1° gennaio 2019 a 67 anni) che per le #pensioni anticipate (età minima 64 anni o più di 43 di contributi), la riforma delle pensioni di Fornero continuerà ad allontanare i contribuenti dal pensionamento rendendo, peraltro, incerto l’anno di uscita da lavoro [VIDEO]. E ciò inciderà anche sull’assegno di pensione, dato che il coefficiente di trasformazione (assegno di pensione rapportato all’ultimo stipendio di lavoro) tende sempre più ad abbassarsi. Dal 2019 questo coefficiente si aggiornerà ulteriormente, abbassando, con cadenza biennale, le pensioni dei contribuenti. Lo studio di Progetica, pertanto, si fonda su simulazioni che determinano l’età media di uscita per le pensioni anticipate e di vecchiaia dei lavoratori ed il presumibile assegno futuro di chi svolga lavoro alle dipendenze o come autonomo.

I dati sui 60enni e sui 50enni sono quelli che maggiormente si possono considerare veritieri, in quanto già testati da decenni di lavoro e più vicini all’età di uscita. Eppure anche tra questi la forbice dell’età di uscita e i livelli di pensione possono variare significativamente a seconda dei fattori.

Quando si potrà andare in pensione e con quale assegno dal 2019?

Infatti, il calcolo delle pensioni dell’Istituto di ricerca considera che chi è nato negli anni ’50 [VIDEO], e dunque ha già compiuto i 60 anni, potrà andare in pensione, con gli scatti dovuti alla riforma Fornero, presumibilmente intorno ai 67 anni e due mesi. Questa uscita è verificata nel caso in cui la speranza di vita abbia un aumento limitato, mentre se dovesse crescere significativamente, l’età per la pensione dei 60enni potrebbe salire fino ai 67 anni e sette mesi. Per quanto riguarda l’assegno, un dipendente che guadagni 2.200 euro, con bassa aspettativa di vita, percepirebbe una pensione di circa 1.900 euro, mentre la pensione di un autonomo non andrebbe oltre i 1.635 euro.

Nel caso in cui l’aspettativa di vita dovesse crescere di molto, invece, la pensione futura crescerebbe in virtù degli ulteriori mesi di contribuzione, ma si tratterebbe di aumenti molto limitati: 12 euro in più per il dipendente, 9 euro per l’autonomo. Chi oggi, invece, ha intorno ai 50 anni dovrà attendere i 67 anni e 9 mesi oppure i 68 anni e undici mesi, a seconda dell’aspettativa di vita. Per quanto riguarda gli assegni delle pensioni future, il dipendente che oggi guadagni 1.800 euro avrebbe una pensione che va dai 1.517 ai 1.625 in rapporto all’aspettativa di vita, mentre l’autonomo di fermerebbe a una pensione variabile dai 1.193 ai 1.290 euro.

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