Pax fiscale da giugno: cancellazione delle cartelle sotto i 5 mila eurodi Massimo Tarabella

Saldo e stralcio per le cartelle fino a 5 mila euro a partire dal 2015, rottamazione per le altre senza calcolare interessi e sanzioni e addio ai codici ateco per i ristori, che scompaiono anche come termine per lasciare spazio al sostentamento alle partite Iva. Sono alcune delle novità, anticipate da ItaliaOggi, contenute nel nuovo decreto in preparazione e che probabilmente verrà approvato nei giorni seguenti al giuramento dei sottosegretari previsto per lunedì 29 febbraio.

Il via potrebbe essere già nel mese di giugno e per questo, spiega ItaliaOggi, proprio per allineare il calendario della nuova rottamazione sarà possibile una proroga del pagamento delle rate dei piani di rottamazione in essere, di due mesi. Come detto, le cartelle interessate sono quelle emesse dal 2015. Oltre questa soglia ci sarà una nuova forma di rottamazione con una dilazione delle rate su due anni ma senza dover calcolare interessi e sanzioni, pagando dunque solo il valore della cartella per due anni. L’obiettivo è anche quello di alleggerire il lavoro dell’agenzia delle entrate-riscossione, schiacciata da un arretrato sulle cartelle di circa mille miliardi.

Con Draghi si intravede un cambio di prospettiva. Secondo ItaliaOggi, i ristori andranno in pensione a favore di un nuovo termine di indennizzi di sostentamento alle attività economiche colpite dalla pandemia, costrette a chiudere o a ridurre l’orario di esercizio. La selezione sarà per partita Iva e non più per codice Ateco, includendo così quei professionisti rimasti finora esclusi. Variazione anche del criterio di calcolo della percentuale di ristoro: ora a contare sarà il calo di fatturato su base annuale (che potrebbe essere del 33% del 2020 rispetto al 2019), abbandonando dunque il parametro di riferimento precedente del mese di aprile.

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