Paul McCartney canterà i suoi storici brani a Lucca la prossima estate. Classe 1942 e ad a tutti gli effetti una sorta di leggenda vivente della musica. Inutile citare l’importanza e l’influenza dei Beatles nell’ambito musicale e sociale. Erano due i pilastri di un certo tipo di musica che stava cambiando il mondo: I Beatles e i Rolling Stones. Gli Stones si sono esibiti a Lucca la scorsa estate, i Beatles per evidenti motivi non possono esibirsi ma il promoter Mimmo D’Alessandro è riuscito a portare per la prima volta a Lucca lo storico bassista, cantante e compositore dei Beatles, sir Paul McCartney. Non è la prima volta che McCartney e D’Alessandro si incontrano. Successe nel 1991 quando un giovane Mimmo D’Alessandro organizzò in pochi giorni un concerto a Napoli. I giorni di preavviso furono veramente pochi: 5. Un concerto a sorpresa per promuovere l’album Unplugged – The Official Bootleg che si svolse nel Teatro Tenda Palapartenope. Mimmo D’Alessandro andò personalmente nel Regno Unito per ritirare i biglietti del concerto che costavano 35 mila lire. Il concerto è considerato un evento musicale cult, tanto da venire immortalato in un libro e in svariate registrazioni, moltissime delle quali amatoriali.

Dopo quasi 30 anni Mimmo D’Alessandro porta di nuovo Paul McCartney a Napoli e soprattutto per la prima volta a Lucca. Due date in Italia con Lucca che vedrà finire presto i 40 mila posti disponibili.

Paul McCartney e John Lennon sono stati l’anima pulsante dei Beatles, il gruppo musicale che ha influenzato non solo la musica ma un’ intera generazione in sette anni e 13 album. Impressionante la mole di materiale prodotto, come del resto usava all’epoca visto che i loro odiati/amati cugini, i Rolling Stones, nello stesso periodo pubblicarono 14 album. I Beatles erano così famosi da creare delle vere e proprie crisi isteriche collettive durante i loro concerti, finendo per autodefinirsi “Più famosi di Gesù”. Facile pensare che i quattro giovani ormai fossero preda del music business e dell’ immensa fama. In realtà, soprattutto Paul McCartney e John Lennon avevano ben altro nel cuore. Per loro contava il successo ma anche i diritti degli ultimi, come dimostrarono prima di un concerto in America dove vigeva la discriminazione tra bianchi e neri. Paul McCartney divenne anche protagonista di una leggenda metropolitana che si è protratta fino ai giorni nostri: sir Paul era morto in un terribile incidente stradale. Un sosia, debitamente istruito, aveva preso il suo posto per non distruggere i Beatles. Per alimentare la leggenda furono distribuiti numerosi indizi nelle copertine degli album e in un brano descrissero l’incidente. In realtà, almeno di clamorose smentite, Paul McCartney è vivo e vegeto. Un’altra leggenda riguarda Paul McCartney ed il concerto organizzato dal buon  Mimmo D’Alessandro il 5 Giugno 1991. Per omaggiare la leggenda vivente decisero di regalare al cantante quello che per Napoli era considerato un vero e proprio oggetto di culto: la maglia numero 10 di Maradona. Nonostante le vicende calcistiche di quel periodo, Maradona era una sorta di culto intoccabile per i napoletani. Piccolo problema. Maradona è argentino e tra inglesi e argentini non scorreva proprio buon sangue. Leggenda su leggenda, quella della Mano de Dios era nata 5 anni prima quando Maradona segnò di mano contro l’Inghilterra durante i mondiali in Messico. Non contento, El Pibe de oro segnò anche il secondo goal dichiarato all’unanimità il miglior goal di sempre. Se poi andiamo ulteriormente indietro nel tempo, nelle Falkland argentini e inglesi non furono proprio amici. Paul McCartney rimase impassibile, ringraziò e indossò la maglia con la tipica compostezza inglese. Leggenda o realtà, difficile da stabilire anche perchè quando è una leggenda stessa a far parte della storia, tutto è possibile.

Non è leggenda invece il fatto che Lucca ospiterà Paul McCartney nel 2020 ed almeno per un qualche giorno i riflettori del mondo musicale saranno tutti accesi sulla splendida città di Lucca.

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